Della Valle: “Ripartire? Solo quando sarà possibile”

Della Valle: "Ripartire? Solo quando sarà possibile". La salute viene prima, dice il patron di Tod's a Repubblica

Della Valle:
Diego Della Valle - foto da Fb Fay

Della Valle: “Ripartire solo quando sarà possibile”. Ripartire? Sì, “ma con il piede giusto”. Ovvero, adesso non si deve “abbassare la guardia, è giusto affidarsi a ciò che decide il governo che si confronta con chi ha competenza in materia sanitaria. Noi siamo pronti a ripartire, quando le condizioni lo permetteranno, rispettando tutte le norme prescritte. Il primo obiettivo è stato quello di preservare la salute di tutti i nostri dipendenti”. A dirlo è Diego Della Valle in un’intervista a La Repubblica.

Della Valle: “Ripartire? Solo quando sarà possibile”

“Dobbiamo fare tesoro di tutto quello che stiamo vedendo ed imparando per evitare che, qualora accadessero cose così gravi in futuro, ci si possa trovare impreparati”, continua. Le aziende “devono ripensare ai modelli di business”, imprenditori e imprese “dovranno sviluppare una maggiore sensibilità verso i temi della solidarietà” e, “oltre a pensare, come è corretto che sia, alla competitività delle proprie aziende, dovranno dedicare parte del loro tempo e dei loro utili a migliorare la qualità della vita delle persone”, sostiene. Il cda di Tod’s “ha già deciso di non distribuire il dividendo quest’anno, inoltre io e mio fratello Andrea abbiamo rinunciato ai compensi del 2020 e i nostri vertici aziendali hanno sacrificato parte dei loro stipendi”.

Nei giorni scorsi, inoltre, “la famiglia Della Valle ha donato 5 milioni a favore dei familiari del personale sanitario che ha perso la vita nella lotta al Covid-19”. Secondo Della Valle quelle del governo Conte “sono misure importanti” ed “è assolutamente determinante la velocità con cui si riuscirà a fornire questa liquidità ai cittadini, ai lavoratori e alle aziende, soprattutto quelle più piccole” saltando ogni forma di burocrazia. Della Valle spera che questa tragedia “abbia fatto capire che certe filiere produttive non possono essere chiuse solo perché non sono più competitive”. Vanno identificate “tutte le aziende strategiche che servono per la salvaguardia del Paese e per la salute delle persone”. Quanto al piano europeo l’Italia si è “mossa bene”. Ora bisogna insistere nello spiegare “a chi non vuol capire che non c’è un ‘problema Italia’ ma un problema di grave emergenza mondiale e quindi bisogna essere molto lungimiranti e solidali nel prendere decisioni con grandissima rapidità”.