Coronavirus, le accuse dei medici lombardi alle istituzioni

Coronavirus, le accuse dei medici lombardi alle istituzioni: "Ecco tutti gli errori commessi finora, ma non veniamo ascoltati"

Coronavirus, le accuse dei medici lombardi alle istituzioni
Il presidente di Fromceo Gianluigi Spata - foto da Fb Ellecistudio

Coronavirus, le accuse dei medici lombardi alle istituzioni. Tutto bene con la pandemia? Un comunicato della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Lombardia (Fromceo) dice di no, ed elenca tutto quello che non è andato e non va nella gestione dell’emergenza. Lo scopo dichiarato non è quello di indicare le “responsabilità, ma la presa d’atto degli errori occorsi nella prima fase dell’epidemia può risultare utile alle autorità competenti”. Anche perché i medici stanno pagando un prezzo pesante. “A fronte di un ottimo intervento sul potenziamento delle terapie intensive e semi intensive, per altro in larga misura reso possibile dall’impegno e dal sacrificio dei medici e degli altri professionisti sanitari”, precisano i medici lombardi, è “risultata evidente l’assenza di strategie relative alla gestione del territorio”. Il primo punto, già sollevato da molti, riguarda i numeri: “La mancanza di dati sull’esatta diffusione dell’epidemia, legata all’ esecuzione di tamponi solo ai pazienti ricoverati e alla diagnosi di morte attribuita solo ai deceduti in ospedale”, da cui deriva la ‘stranezza’ dell’alto numero di morti in Italia. Il secondo rimanda all’inizio della crisi, con “l’incertezza nella chiusura di alcune aree a rischio”.

Coronavirus, le accuse dei medici lombardi alle istituzioni

E ancora, “la gestione confusa della realtà delle Rsa e dei centri diurni per anziani, che ha prodotto diffusione del contagio e un triste bilancio in termini di vite umane (nella sola provincia di Bergamo 600 morti su 6000 ospiti in un mese)”. Quindi, altro addebito non inedito, i medici della Lombardia puntano il dito contro “la mancata fornitura di protezioni individuali (in primis le mascherine, ma non solo, ndr) ai medici del territorio (Mmmg, Pls, Ca e medici delle Rsa) e al restante personale sanitario”. Poi “la pressoché totale assenza delle attività di igiene pubblica (isolamenti dei contatti, tamponi sul territorio a malati e contatti, ecc…)”, e “la mancata esecuzione dei tamponi agli operatori sanitari del territorio e in alcune realtà delle strutture ospedaliere pubbliche e private”. Infine, “il mancato governo del territorio ha determinato la saturazione dei posti letto ospedalieri con la necessità di trattenere sul territorio pazienti che, in altre circostanze, avrebbero dovuto essere messi in sicurezza mediante ricovero“. E sottolineando come la sua “collaborazione, più volte offerta, non sia ad oggi stata presa in considerazione”, Fromceo passa poi alle proposte per superare i problemi esposti.