Salvini: “Aprire le Chiese per celebrare la Messa di Pasqua”

"Sostengo la richieste di coloro che dicono di poter entrare in Chiesa, seppur ordinatamente, con le distanze di sicurezza, per la Messa di Pasqua" - sono le parole del leader della Lega

Salvini
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Stiamo per entrare nella Settimana Santa, quella che ci porterà alla Pasqua, e Matteo Salvini lancia una proposta importante per i cattolici nonostante il periodo difficile che tutti noi stiamo vivendo: aprire le chiese per la Messa di Pasqua, pur rispettando le norme di sicurezza.

“Sostengo la richieste di coloro che dicono di poter entrare in Chiesa, seppur ordinatamente, con le distanze di sicurezza, per la Messa di Pasqua, magari un po’ alla volta, in quattro o cinque – ha detto il leader della Lega ai microfoni di Sky Tg24 -. C’è un appello promosso da Tempi ai vescovi italiani:, rispettando le distanze, in numero limitato, la Santa di Pasqua per milioni di italiani puo’ essere un momento di speranza”.

Salvini sottolinea l’importanza della festività pasquale

” Si può andare dal tabaccaio perché senza sigarette non si sta, per molti è fondamentale anche la cura dell’anima oltre alla cura del corpo – è il monito si Salvini, che ha sottolineato a più riprese la sua fede cristiana -. Spero che si trovi il modo di avvicinare chi ci crede. C’è un appello mandato ai vescovi di poter permettere a chi crede, rispettando le distanze, con mascherine e guanti e in numero limitato, di entrare nelle chiese come si entra in numero limitato nei supermercati. La Santa Pasqua, la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, per milioni di italiani può essere un momento di speranza da vivere”.

Sì al reddito di emergenza

L’intervista è stata l’occasione per il leader del Carroccio anche per parlare delle misure già approvate e di quelle su cui è al lavoro il governo per aiutare gli italiani in difficoltà in questo periodo di restrizioni. Tra queste c’è anche il reddito di emergenza proposto dalla Ministra Catalfo, idea su cui anche lui è d’accordo.

” Può essere utile adesso, perché adesso c’è il problema della spesa. Nell’immediato qualunque cifra entri nelle casse di famiglie e lavoratori che sono a casa da oltre un mese va bene, importante che non passi la mentalità che l’Italia da oggi in avanti sarà un Paese di assistenza, di redditi di cittadinanza ed elemosine». Ma accanto all’intervento immediato, il governo deve pensare anche ad altri interventi. «Tutti chiedono alla ripartenza burocrazia zero, un anno di pace fiscale per tutto il 2020, quindi stop alle cartelle esattoriali, agli avvisi bonari e agli accertamenti, e sospensione delle bollette fino a settembre. Sono tutti provvedimenti che possono essere coperti con garanzia totale dello Stato. Poi per ripartire azzeramento e reset, quindi pace fiscale e pace edilizia, si cancella l’arretrato e si riparte da zero” – ha concluso.