Orlando: “Dopo la crisi la Sanità via dalle regioni, torni a Roma”

Orlando: "Dopo la crisi la Sanità via dalle regioni, torni a Roma" perché, dice il vicesegretario del Pd, la qualità dei servizi è diversa a seconda del territorio, e questo è in contrasto con la Costituzione

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Andrea Orlando

Orlando: “Dopo la crisi la Sanità via dalle regioni, torni a Roma”. La resipiscenza sulla riforma del titolo V della Costituzione del 2001 torna a insinuarsi nell’area politica che la volle. “Dopo la crisi bisognerà iniziare a ragionare, traendo una lezione da quanto successo e pensare se sia il caso di far tornare in capo allo Stato alcune competenze come la sanità“. Così il vicesegretario del Pd Andrea Orlando in un’intervista a La Stampa. “Con 20 regioni che parlano 20 lingue diverse, credo sia necessario riconsiderare l’ipotesi delle clausole di supremazia previste dalla riforma del 2016, ovvero di un ritorno delle competenze sanitarie allo Stato centrale”, aggiunge, perché “a seconda della qualità del sistema regionale che trovi, rischi di avere una speranza di vita differenziata. E ciò crea seri problemi di carattere costituzionale, il principio di eguaglianza salta”.

Orlando: “Dopo la crisi la Sanità via dalle regioni, torni a Roma”

“Non penso sia una discussione che si debba fare con i governatori, che appaia come frutto di una pagella alle regioni, ma un discorso di sistema da fare con calma dopo”, rimarca Orlando. Ipotesi che rischia di rivelarsi un’altra battaglia della guerra tra il governo e alcune regioni, innescata dall’emergenza sanitaria. Quanto all’iniezione di liquidità urgente in arrivo per le imprese, Orlando commenta: “Il decreto prevede un flusso di liquidità complessivamente fino a 550 miliardi, in cui lo Stato fa da garante, assumendosi il rischio. Un flusso che dovrà arrivare con meno vincoli burocratici possibili, perché l’obiettivo è quello di impedire la distruzionedi capacità produttive. Occorre una risposta molto diversa rispetto a quella del 2008, che ha sacrificato una parte di questa capacità in ossequio a una disciplina di bilancio”.