Gentiloni: “Bene i 100 miliardi in arrivo da Ue per cassa integrazione”

Gentiloni: "Bene i 100 miliardi in arrivo da Ue per cassa integrazione". Si riferisce al fondo Sure lanciato dalla commissione europea

Recovery Fund, Gentiloni:
Paolo Gentiloni

Gentiloni: “Bene i 100 miliardi in arrivo da Ue per cassa integrazione”. Il cosiddetto Sure è un “passo avanti molto importante. Si tratta di un fondo di 100 miliardi che verrà approvato oggi dalla commissione Ue, che serviranno a sostenere la cassa integrazione. Sistemi simili che hanno pure altri Paesi europei, anche se hanno nomi diversi: si tratta di un sostegno che interviene nei momenti di crisi delle imprese, di fronte a una chiusura delle attività produttive, che fa in modo che i lavoratori delle piccole, medie e grandi imprese restino legati alle loro aziende, con un sostegno dello Stato. L’Europa viene in soccorso ed è importante perché si tratta della prima risposta comune dei Paesi europei. Comincio ad essere ottimista sul fatto che altri ne seguiranno”. Lo ha detto, intervistato da “Radio anch’io” su Rai Radio1, il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.

Gentiloni: “Bene i 100 miliardi in arrivo da Ue per cassa integrazione”

Il finanziamento del Sure, il fondo comune europeo che sosterrà la cassa integrazione per i lavoratori delle aziende in crisi, sarà fornito “dalla commissione europea che va sui mercati, emettendo bond a tassi di interesse molto bassi, ricordo che la commissione europea è classificata con la tripla A, prestando dei soldi, con scadenze di lungo termine, ai diversi Paesi che ne faranno richiesta. Penso che i Paesi che li utilizzeranno di più, saranno soprattutto Paesi con alto debito che, naturalmente, hanno maggiore difficoltà ad avere fondi”, ha aggiunto. “Si tratta del primo e forse storico passaggio che mette in comune l’impegno attuale e futuro – ha proseguito Gentiloni, rispondendo alla domanda se il Sure prelude a una condivisione, tra i Paesi membri dell’Unione, del debito accumulato dai vari Stati – Non su tratta di un sistema che mira ad avere un pò di benevolenza da parte dei Paesi riluttanti”. “E’ una distinzione importante, perché mettiamo insieme le forze economiche tra Paesi che hanno livelli di debito e di accesso ai mercati diversi, in una situazione di emergenza. I bond emessi tramite il Sure saranno il primo esempio, penso che ce ne saranno altri, la discussione comincia a essere consapevole”, ha dichiarato Gentiloni. Insomma, uno schema eurobond senza che ancora ci siano gli eurobond. propriamente detti.

Quanto al Mes, ha continuato Gentiloni, “nasce nel corso di un’altra fase, in cui c’erano alcuni stati in crisi sul piano finanziario – parlo della Grecia o del Portogallo – che vennero salvati a condizioni pesantissime, con dei programmi di rientro molto molto pesanti. Questo strumento, così come venne concepito, con questa condizionalità, non è adatto alla fase attuale. Il che non vuol dire – e in questo il presidente del Consiglio ha ragione – che, con regole diverse, non si possa usare. Non ci fossilizziamo, come è accaduto a diversi ministri dell’Economia di altri Paesi, provocando una paralisi al Consiglio europeo, solo su questo aspetto. Il concetto che deve passare è: abbiamo degli obiettivi comuni, li dobbiamo finanziare insieme, come sta avvenendo con il Sure. Questo, ad esempio, per sostenere finanziariamente le imprese, attraverso la Bei. Bond non è una parolaccia, bond è uno strumento comune, per degli obiettivi comuni”, ha concluso Gentiloni.