Casalino: “Non ho causato io il ‘leak’ che ha provocato la fuga al sud”

Casalino: "Non ho causato io il leak che ha provocato la fuga al sud" del 7 marzo, quando il governo stava per 'chiudere' il nord Italia

Casalino: “Non ho causato io il leak che ha provocato la fuga al sud”. Il 7 marzo scorso il governo stava per ‘chiudere’ il nord Italia. Ci fu un qualche tipo di spiffero che permise la divulgazione sui quotidiani italiani (e non solo) della bozza del decreto del presidente del Consiglio che imponeva la quarantena, facendo partire ‘l’assalto’ ai treni verso il sud dalle stazioni di Milano. Evento assolutamente disfunzionale rispetto alla necessità per i cittadini di non muoversi e di non trasferire il contagio nel Mezzogiorno. Tra gli indiziati del leak finì anche Rocco Casalino, portavoce del premier Giuseppe Conte. Che ora definisce “falsità assolute” le voci su fughe di notizie riguardanti i provvedimenti del governo per l’emergenza coronavirus. “Non c’è mai stata una fuga di notizie dall’ufficio Comunicazione di Chigi. E le poche testate giornalistiche che hanno insinuato che sia stato io o il mio ufficio a diffondere le bozze del Dpcm dell’8 marzo, sanno benissimo che non è cosi'”, afferma Casalino al ‘Corriere della sera’.

Casalino: “Non ho causato io il leak che ha provocato la fuga al sud”

Nell’intervista, Casalino rivendica che “l’ufficio Comunicazione della Presidenza del Consiglio sta lavorando incessantemente per diffondere il più possibile le raccomandazioni del governo e il messaggio ‘restate a casa’. Tutti gli spot, i video e i messaggi informativi sull’emergenza Covid-19 sono stati ideati dal mio ufficio, in collaborazione con il dipartimento dell’Editoria e con il ministero della Sanità. Si è elaborata una strategia comunicativa nuova”, basata sull’idea di “usare un messaggio basic, il più semplice possibile, in modo che possa arrivare a tutti gli italiani, di tutte le età e di ogni estrazione sociale e culturale. La politica è seguita solo da un fetta limitata di italiani, quindi è fondamentale che il messaggio venga veicolato da tutte le trasmissioni televisive, anche quelle che non fanno informazione, in ogni orario e in tutti i canali, pubblici e privati, oltre che su giornali, radio e web”.