Maas: “Per la solidarietà Ue bene i mezzi esistenti” (Cioè non gli Eurobond)

Maas: "Per la solidarietà Ue vanno bene i mezzi esistenti". Cioè non gli Eurobond ma il bilancio della Commissione, la Bei o il Mes, dice il ministro degli Esteri tedesco

Turismo, Maas:
Heiko Maas

Maas: “Per la solidarietà Ue bene i mezzi esistenti”, cioè non gli Eurobond. La solidarietà nell’Unione europea è l’imperativo del momento. La possiamo raggiungere anche con i mezzi esistenti, come quelli del bilancio della Commissione, della Banca Europea degli Investimenti e del Meccanismo Europeo di Stabilità, il Mes, con le sue enormi linee di credito non utilizzate per un ammontare di 410 miliardi di euro. Quello che conta è essere solidali nell’emergenza anche sul piano finanziario, aiutando dove c’è maggiore urgenza”. Che è un implicito rifiuto di mezzi nuovi, come gli Eurobond.

Maas: “Per la solidarietà Ue bene i mezzi esistenti”(Cioè non gli Eurobond)

A dirlo è Heiko Maas, ministro degli Esteri tedesco, in un’intervista al Corriere della Sera. Sugli aiuti diretti forniti dalla Germania all’Italia, Maas ricorda: “Abbiamo accolto in una clinica di Lipsia i primi due pazienti in terapia intensiva provenienti da Bergamo”. Ribadisce quindi la sua proposta: “Ogni Stato membro potrebbe mettere a disposizione in modo coordinato personale e materiale al momento disponibile”.

“Questa pandemia – rimarca Maas – è una sfida mondiale. Non la supereremo con la modalità ‘ognuno per conto suo’. Adesso il motto deve essere: ‘Uno per tutti, tutti per uno’. Così ce la faremo. C’è un altro punto importante che mi preoccupa molto: la diffusione di informazioni fasulle e di teorie cospirative sul coronavirus. In Germania l’Ufficio Federale per la Tutela della Costituzione sta registrando un forte aumento di tale disinformazione proveniente da Paesi terzi. Dietro c’è evidentemente l’intenzione di minare la fiducia della popolazione nella nostra gestione della crisi. Dobbiamo contrastare questi ignobili e irresponsabili tentativi. Anche qui abbiamo bisogno di una cooperazione rafforzata”.