Bonaccini: “Troppe difficoltà per la consegna delle mascherine”

"Non arrestare il contagio vorrebbe dire avvicinarci al rischio concreto del collasso del sistema sanitario, e questo dovrebbe far riflettere gli irresponsabili che ancora oggi violano regole e restrizioni" - sono le parole dure del Governatore dell'Emilia Romagna

Bonaccini
Foto: Pixabay

È ormai trascorso più di un mese dall’inizio dell’emergenza, ma non è ancora il momento di tirare il sospiro di sollievo. Le difficoltà sono tante, anche per quanto riguarda il recupero dei dispositivi di protezione. E proprio su questo tasto fa leva il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. “Registriamo ancora molte difficoltà, a partire dall’approvvigionamento di mascherine e dispositivi di protezione”.

Tutto questo non fa che rendere più difficile difendersi per i cittadini. “Le consegne si sono rivelate nel tempo complessivamente insufficienti e in ogni caso incostanti e incerte, con comunicazioni e trasferimenti fatti giorno per giorno”.

Bonaccini nota miglioramenti ma non si deve mollare

Il presidente della Regione ha riconosciuto che “ci sono miglioramenti, che però vanno consolidati, per arrivare a una situazione di forniture costanti e regolari: Lo considero davvero il minimo sindacale a oltre un mese di distanza” – ha detto, nell’informativa sulla pandemia al Consiglio regionale -. Abbiamo avuto molti problemi ad assicurare strumenti di protezione adeguati agli stessi operatori sanitari, per non parlare del personale impegnato nella gestione dei servizi socio-assistenziali, laddove si concentrano proprio gli utenti più fragili e vulnerabili”.

Il fabbisogno dell’Emilia-Romagna, compresi i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta e il volontariato sanitario, arriva a circa 350mila mascherine chirurgiche al giorno e di oltre 100mila Ffp2 e 3.

Un nuovo metodo di cura

Pur nel pieno dell’emergenza, sta cambiando la fase e con essa la nostra strategia: “Proviamo a combattere la pandemia casa per casa” – ha detto ancora Bonaccini.

In questa fase è fondamentale non mollare: “Dopo una fase difensiva, inevitabilmente difensiva, è giusto dispiegare tutti gli strumenti possibili per contrastare l’epidemia e per migliorare ulteriormente la cura e la presa in carico delle persone, anche di quelle tante che pur contagiate sono al proprio domicilio”.

Bonaccini ha indicato in particolare due iniziative. Da un lato la sperimentazione farmacologica iniziata su centinaia di pazienti positivi di Medicina, il comune alle porte di Bologna dichiarato zona rossa, una pratica “che puntiamo a estendere al resto dell’Emilia-Romagna”. Dall’altro il potenziamento dei tamponi: “Il nostro obiettivo era passare a circa 5mila al giorno, ci siamo quasi, visti i circa 4.500 test effettuati in entrambi gli ultimi due giorni”.