Coronavirus, Conte chiude le “attività produttive non necessarie”

Coronavirus, Conte chiude le "attività produttive non necessarie". Il premier cede a sindacati e regioni

Conte: 4,3 miliardi ai comuni per emergenza alimentare
Giuseppe Conte

Coronavirus, Conte chiude le “attività produttive non necessarie”. Prima del discorso, arrivato ieri poco dopo 23 in diretta Facebook (scelta irrituale che fa protestare l’associazione stampa parlamentare) Giuseppe Conte aveva visto le parti sociali: sindacati e piccole imprese che volevano lo stop a tutte le attività industriali non strategiche, Confindustria che resisteva. Poi aveva incontrato i capi delle delegazioni dei partiti del governo. Quindi la decisione di annunciare le nuove misure al paese. “Questa è la sfida più difficile dal dopoguerra”, la premessa. Poi rivela: “Chiuderemo tutte le attività produttive non cruciali. Ma resteranno aperti supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie. Saranno garantiti i servizi essenziali: bancari, postali, assicurativi, finanziari e i trasporti“. Al di fuori di queste, sarà permesso “solo lo svolgimento di lavoro in smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale”. 

Coronavirus, Conte chiude le “attività produttive non necessarie”

A tentare di scongiurare già visti, pericolosi assalti agli scaffali, Conte fa un’esortazione: “Invito tutti a mantenere la calma, no ad accaparramenti. Rallentiamo il motore produttivo del Paese ma non lo fermiamo”, perché “mai come ora la nostra comunità deve stringersi forte come una catena a protezione del bene più importante, la vita. Se dovesse cedere un solo anello di questa catena saremmo esposti a pericoli più grandi, per tutti”.

A spingere verso quest’ulteriore torsione sono state soprattutto le regioni nel giorno che ha registrato il maggior aumento di decessi dall’inizio dell’emergenza (793) . Qualche ora prima che Conte parlasse, i presidenti di Lombardia e Piemonte avevano firmato ordinanze restrittive. Che nel caso della Lombardia significa stop a uffici pubblici, studi professionali, cantieri, attività all’aperto. Il governatore del Piemonte, Cirio, ha riassunto: “Chiudiamo tutto quello che è possibile chiudere con i poteri delle regioni”. Dopodiché Conte si è accodato. Secondo indiscrezioni dell’agenzia Ansa queste nuove misure vanno considerate valide fino al 3 aprile.