Fontana: “Cura Italia? Solo pannicelli caldi”

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ospite a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital non crede che il dl ‘Cura Italia’ basterà. "Sono pannicelli caldi perché non prevedono la possibilità di una ripartenza economica e non prevedono il fatto che presto, purtroppo, e spero di essere smentito, c’è il rischio che l’epidemia parta anche in altre Regioni".

Coronavirus, Fontana:
Attilio Fontana

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ospite a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital non crede che il dl ‘Cura Italia’ basterà. “Sono pannicelli caldi perché non prevedono la possibilità di una ripartenza economica e non prevedono il fatto che presto, purtroppo, e spero di essere smentito, c’è il rischio che l’epidemia parta anche in altre Regioni”.

Le parole di Fontana

Per rimettere in piedi l’economia 25 miliardi sono niente. In questo momento si sta cercando di risolvere la malattia con i pannicelli caldi, che aiutano, per carità, ma non si risolve niente. O si ha il coraggio di dire ‘facciamo misure drastiche per la sanità, per l’economia, se non abbiamo i soldi fa niente’ ma quando uno è in guerra è in guerra. Con il governo abbiamo sempre collaborato ma abbiamo avuto visioni diverse, non ci sono dubbi. Ho la sensazione che chi non viva direttamente questa situazione faccia un po’ fatica a rendersi conto di quale sia la realtà, perché quando si parla di poche decine di infettati e contagiati non è la realtà della Lombardia e sta diventando la stessa di Marche, Veneto ed Emilia Romagna. A Roma faticano a rendersi conto della situazione. Se fosse stata fatta una comunicazione diversa… non si deve spaventare la gente ma la si deve allertare. Se si continua a mandare in tv gente che dice ‘è solo un’influenza, state tranquilli’ le persone poi si chiedono ‘perché devo restare in casa?'”.

Andrea Gussoni
Nato il 28 gennaio 1986, fin dai tempi dei miei studi ho seguito le mie passioni, prima diplomandomi al liceo linguistico Virgilio e poi laureandomi in Psicologia delle Comunicazioni. Ho iniziato a lavorare come giornalista sportivo nel 2008 ma negli anni ho ampliato i miei orizzonti, professionali e non.