Augias: “Il Coronavirus ci ha dato la decrescita. Ma non è felice”

Augias: "Il Coronavirus ci ha dato la decrescita. Ma non è felice". Ed è una lezione per chi l'ha teorizzata, dice il giornalista all'Huffington Post

Augias:
Corrado Augias

Augias: “Il Coronavirus ci ha dato la decrescita. Ma non è felice”. “Ha connotati di tragedia, ma è una decrescita. Anagrafica, sfoltisce i più anziani e alleggerisce i conti della previdenza sociale. L’acqua dei canali di Venezia è più pulita, il cielo di Roma è tornato respirabile e sulla Pianura Padana c’è stata una riduzione dell’inquinamento. Tutto questo quanto lo pagheremo?”. E’ la riflessione che il giornalista, scrittore e conduttore Corrado Augias fa in una intervista all’Huffington Post. A livello personale la quarantena non gli ha cambiato molto perché “vivo già normalmente a casa, leggo e scrivo di mestiere e l’unica differenza rispetto a prima è che potevo andare in palestra e adesso no”, racconta. Ma in termini collettivi ritiene che “gli insegnamenti sono parecchi e doverosi. Stiamo infatti facendo una prova generale di decrescita. Anche in Italia, soprattutto alcuni movimenti politici, hanno teorizzato la decrescita felice, ma questa a cui stiamo invece assistendo è una decrescita tragica, perché conta sui morti”.

Augias: “Il Coronavirus ci ha dato la decrescita. Ma non è felice”

Di Papa Francesco che giorni fa è andato a piedi in via del Corso per pregare pensa che abbia “fatto male. Credo che abbia sbagliato e non ha dato un buon esempio. Sono dei gesti doverosi per il primo dei sacerdoti, però anche un po’ inutili, perché sconfinano nella superstizione”. E insomma cosa l’85enne Augias crede che si debba fare in un momento tanto difficile? “Avere prudenza, ma – aggiungo – soprattutto tanta, ma tanta pazienza”.