La Lagarde e quella lettera imbarazzante a Sarkozy

La Lagarde, quella lettera imbarazzante a Sarkozy e tutta la differenza, dimostrata ieri, con la carriera di Mario Draghi

La Bce ai giudici costituzonali tedeschi:
Christine Lagarde

La Lagarde e quella lettera imbarazzante a Sarkozy. Quando è stata scelta per sostituire nientemeno che Mario Draghi alla guida della Bce qualcuno ha storto il naso: non è un economista, si diceva, dunque non è all’altezza. Ieri le peggiori previsioni sembravano essersi avverate. E’ successo quando Christine Lagarde, non si sa se con una gaffe o meno, interrogata su quanto l’eurobanca potesse fare contro l’emergenza economica e finanziaria causata dal coronavirus, ha detto che “non è compito della Bce ridurre gli spread” e di “non voler essere ricordata per un altro whatever it takes“. A seguire le borse europee scendevano mediamente del 10%, con Milano in picchiata di diciassette punti – il giorno peggiore della storia di Piazza Affari -, e lo spread fra Btp e Bund tedeschi arrivava a 260. E persino il solitamente silente Sergio Mattarella rendeva nota senza mezzi termini tutta la sua irritazione.

La Lagarde e quella lettera imbarazzante a Sarkozy

Poi la Lagarde ha cercato di metterci una pezza, tant’è. Ma di certo alla prima occasione realmente problematica è saltata all’occhio la differenza tra lei e il predecessore Draghi, dotato di notevole expertise tecnica e insieme politica e comunicativa dimostrate durante la crisi dei debiti sovrani del 2011. Questione di differenza di curriculum, probabilmente. La carriera della Lagarde è legata a doppio filo alla politica. Tanto che si ricorderà come nel 2013, nell’ambito di un’indagine nei confronti dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, gli inquirenti trovarono una lettera della Lagarde medesima, all’epoca direttrice del Fmi su indicazione di Parigi, destinata – ma non si sa se inviata o meno – a Sarkozy. Missiva senza data, ma scritta probabilmente quando la Lagarde era ministro delle Finanze e Sarkozy all’Eliseo. Le Monde ne pubblicò il contenuto. Il testo recitava così: Caro Nicolas, molto brevemente e rispettosamente:

  1. Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia
  2. Ho fatto del mio meglio e posso aver fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono
  3. Non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un’ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole
  4. Usami per il tempo che serve a te, alla tua azione e al tuo casting
  5. Se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile.

Con la mia immensa ammirazione, Christine L.

Ieri è toccato all’Italia ritrovarsi, dopo gli anni di Draghi, senza guida né sostegno.