Bentivogli: il governo ha lasciato le fabbriche nell’insicurezza

Bentivogli: il governo ha lasciato le fabbriche nell'insicurezza. Chi è in regola continui a lavorare, chi non lo è deve fermarsi e mettersi in sicurezza, dice il segretario della Fim-Cisl

Fca, Bentivogli:
Marco Bentivogli

Bentivogli: il governo ha lasciato le fabbriche nell’insicurezza. “Nelle fabbriche ci sono situazioni differenti, ci sono persone in grado di essere tutelate e persone che invece sono assolutamente a rischio. Sicuramente le mascherine servono a meno di un metro di distanza. In produzione sotto un metro di distanza ci si sta molto facilmente. Spesso per accedere agli spazi comuni aziendali abbiamo trovato lavoratori ammassati in file fuori dalle prescrizioni dei protocolli, abbiamo immediatamente denunciato e detto: in queste condizioni le fabbriche si bloccano”.

Bentivogli: il governo ha lasciato le fabbriche nell’insicurezza

Lo dice Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, a Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. “Se le aziende sono già in sicurezza – aggiunge – possono continuare ad operare, se devono organizzarsi chiuderanno finché non si saranno messe in sicurezza. Questo è un esempio buono che dovrebbero seguire tutte le imprese, perché c’è un cinismo insopportabile. I lavoratori sono giustamente impauriti e in Lombardia, dove la situazione è tragica, i lavoratori non vogliono più andare a lavorare”. “Fa sorridere la presa di posizione di Bonometti (presidente Confindustria Lombardia, ndr) – prosegue Bentivogli – che ieri diceva fabbriche aperte e oggi dice tutti in ferie. Si è dovuto ricredere perché in Lombardia sono andati a lavorare meno del 50% dei lavoratori. Questo Paese, a partire dal Presidente del Consiglio, si è completamente dimenticato delle fabbriche. Speranza parlava di gite scolastiche e stadi, ma c’è qualcosa di più prioritario a cui pensare. Addirittura anche in Lombardia ci sono state aziende che andavano a 21 turni, aziende che chiedevano il sabato straordinario. Bisogna mettere al minimo il motore del Paese per mettersi in sicurezza e imparare da questa emergenza la lezione della sostenibilità, prendersi cura della salute dei lavoratori rende le aziende più solide. Noi abbiamo ancora aziende incapaci di organizzare lo smart working. Questa storia sveglia all’improvviso le aziende sui veri cambiamenti. Se si continua a considerare chi cerca di innovare come dei futuristi da mettere alla berlina, noi saremo sempre scettici di fronte a un futuro che è già qui e dobbiamo solo imparare ad affrontare”, conclude.