Boccia: “Salvini? Il 27 febbraio voleva tutto aperto…”

Boccia: "Salvini? Il 27 febbraio voleva tutto aperto". E aggiunge: non abbiamo chiuso tutto per evitare che il Paese saltasse in aria

Fase 2, Boccia contro Santelli:
Francesco Boccia

Boccia: “Salvini? Il 27 febbraio voleva tutto aperto…”. “Non abbiamo chiuso tutto perché non si può fermare un Paese all’improvviso. Dobbiamo garantire dei servizi essenziali”. Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia spiega in questo modo, a Circo Massimo su Radio Capital, l’ultimo provvedimento del governo sull’emergenza Coronavirus. “Ci sono alcune filiere che se si fermano bloccano il Paese e salta per aria tutto”, sottolinea. “Volevamo evitare uno shock che ci avrebbe impedito di camminare. Tutti gli altri Paesi – ricorda – stanno lentamente sperimentando la difficoltà di contenere il contagio con strumenti che devi costruire giorno per giorno. In Cina a Wuhan è stata chiusa con grandissima fatica una provincia. A Shangai misure rigorose ma non come a Wuhan. La nostra Wuhan – ricorda – sono state alcune province lombarde e venete”. Quanto alle recriminazioni del leader della Lega “fosse stato per Salvini, il 27 febbraio dovevamo tenere tutto aperto…”.

Boccia: “Salvini? Il 27 febbraio voleva tutto aperto…”

E aggiunge: “Salvini fa polemica sulle profumerie aperte? Le categorie merceologiche sono state decise ieri sera, pensando a ciò che poteva essere utile per i servizi essenziali, ma possono essere aggiornate. E la mediazione sui settori da tenere aperti, tenendo conto delle indicazioni delle categorie produttive, arriva dalla Regione Lombardia”. “E’ da giorni che auspico unità, ieri è arrivata con il voto in Parlamento, oggi è durata solo un giorno e riparte la critica? Le Regioni hanno condiviso all’unanimità il provvedimento e così hanno fatto i sindaci”, osserva ancora Boccia.