Coronavirus: la Meloni vuole un commissario, anche un militare

Coronavirus: la Meloni vuole un commissario, anche un militare perché serve, dice, una "personalità avulsa dalle dinamiche del consenso"

Coronavirus: la Meloni vuole un commissario, anche un militare. La leader di Fratelli d’Italia è uscita dicendosi delusa dalle tre ore di confronto col premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sull’emergenza coronavirus. Nessuno “ha la bacchetta magica”, ammette in un’intervista a La Stampa, ma “ci è sembrato che il governo non avesse le idee chiarissime. Io ho detto ‘chiudere tutto per due settimane’“, eccetto i negozi alimentari e le farmacie, per evitare di trascinare per mesi il contagio. Tra i punti del confronto, la richiesta di un commissario sull’emergenza: l’opposizione non ha fatto nomi ma “l’identikit è chiaro – dice Giorgia Meloni -. Deve essere una personalità forte, con poteri ordinamentali. Serve una persona abituata ad affrontare scenari complessi e soprattutto avulsa dalle dinamiche del consenso e dell’esposizione mediatica“. A lei un militare andrebbe benissimo, “ma i profili possono essere diversi”.

Coronavirus: la Meloni vuole un commissario, anche un militare

Secondo la leader di FdI, la gran parte dei cittadini italiani “non ha chiaro” cosa fare durante l’emergenza, perché “non sono state date indicazioni univoche. Non si può andare avanti con un decreto diverso ogni 48 ore”. Il sospetto “è che si scarichi la responsabilità dei comportamenti su esercenti e cittadini”. Quanto al piano economico, “abbiamo chiesto molte risorse e massima flessibilità da parte dell’Europa” e il rinvio della firma del Mes: “Conte ha detto che il Mes non è una priorità per il governo: mi aspetto che sia conseguente”. Tuttavia, sostiene, “non bastano 7,5 miliardi e nemmeno 10. Noi abbiamo indicato almeno 30 miliardi. Se chiudi tutto, tranne la filiera alimentare e magari le aziende che devono consegnare all’estero, ovviamente devi ristorare tutti, con il rinvio di adempimenti tributari, versamenti, contributi e mutui fino alla fine dell’emergenza e dopo, tutto dovrà essere rateizzato per 10 anni. Il governo si riserva di rivedere lo scostamento del deficit che noi voteremo in Parlamento se ci garantiranno più risorse”. Infine Giorgia Meloni definisce “inaccettabile” quello che è accaduto nelle carceri: “Non vogliamo che il coronavirus diventi il lunapark dei criminali. Lo Stato deve rispondere in maniera esemplare”.