Intercettazioni e trojan, per Caiazza è “un governo giacobino”

Intercettazioni e trojan, per Caiazza è "un governo giacobino". E accusa: di questi temi non interessa a nessuno, finché non ci si resta impigliati

Intercettazioni e trojan, per Caiazza è
Gian Domenico Caiazza

Intercettazioni e trojan, per Caiazza è “un governo giacobino”. Il decreto intercettazioni è stato approvato ieri dalla Camera dopo di un duro braccio di ferro nella maggioranza che ha visto, alla fine, anche i ‘garantisti’ renziani abbassare la testa. Una novità legislativa che il presidente delle camere penali Gian Domenico Caiazza commenta così: “Qualcuno ricorda perché l’allora Ministro della Giustizia Orlando aveva inteso mettere mano alle norme sulle intercettazioni telefoniche ed ambientali? Beh, ve lo ricordo io. – scrive Caiazza sulla sua pagina Facebook – L’intenzione era quella di porre un freno alla pubblicazione indiscriminata ed incontrollata divenuta abituale sui media nostrani di uno degli atti più intimi della persona: una conversazione privata. I reati per i quali sono consentite intercettazioni sono in numero sempre crescente; le motivazioni autorizzative sempre meno stringenti e sempre più generiche e stereotipe; l’impunità degli sputtanatori conclamata. E infatti, dei buoni propositi del Ministro Orlando – continua Caiazza – non vi è traccia in questo ennesimo capolavoro di questo governo giacobino. Un po’ di freno alla Polizia Giudiziaria, ipertrofia dei poteri del P.M., nessuna sanzione seria per gli sputtanatori. Invece, ampliamento della pesca a strascico dei reati (ti autorizzo per il reato A, ma se scopri anche B e C prendi pure, non si butta nulla), anche mediante trojan, un virus informatico che trasforma il tuo cellulare nel tuo microfono, e che ti segue ovunque tu vada, facendosi finta di accendere e spegnere se vai alla toilette o in camera da letto, come se fosse mai davvero possibile. Non parliamo dei colloqui tra indagato ed avvocato, secondo la norma un sacrario inviolabile. E invece i PP.MM., cioè la nostra controparte, ci continuano ad ascoltare, per poi decidere se ed in che misura la nostra conversazione fosse pertinente al mandato difensivo. La grande concessione è che la Polizia Giudiziaria ne riferirà riservatamente e con annotazione anonima al P.M., che ascolterà e valuterà. Grazie, davvero troppo generosi. Una vergogna indecente”.

Intercettazioni e trojan, per Caiazza è “un governo giacobino”

E questo nonostante, o proprio perché “le Sezioni Unite della Cassazione avevano appena messo un freno allo scempio della ‘pesca a strascico’, nel gennaio scorso, con una bella sentenza, indigesta da subito alle Procure di tutta Italia: non sia mai, si corre subito ai ripari. D’altronde, il nostro è certamente uno dei Paesi più lontani da una idea liberale del diritto penale. Noi siamo quelli che ‘le persone per bene non hanno nulla da temere ad essere intercettati’. Così ragionano i più, fino a quando non ci restano impigliati davvero. Eroi tristi e stupidi, ma rigorosamente con le intercettazioni degli altri”, conclude Caiazza.