Coronavirus, Di Maio: combattere la psicosi, non alimentarla

Coronavirus, l'appello di Di Maio alla comunità internazionale: combattere la psicosi, non alimentarla

Coronavirus, Di Maio: combattere la psicosi, non alimentarla. Treni bloccati al Brennero, connazionali rimpatriati, viaggi in Italia ‘sconsigliati’ da molti governi: reazioni internazionali al picco di contagiati nel nostro paese dal coronavirus, che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio commenta in un’intervista al Corriere della Sera: “Mi ha chiamato il collega austriaco per spiegarmi che i treni erano subito ripartiti, mentre alle Mauritius sono stati attivati i canali diplomatici per assistere gli italiani – spiega -. Sono casi sporadici, io dico che tutti dobbiamo raccontare la realtà per combattere la psicosi, non per alimentarla”. L’Italia è “un Paese forte, trasparente e responsabile e questo è un appello che voglio inviare a tutta la comunità internazionale. Impronteremo la nostra comunicazione all’estero sulla trasparenza che in questi casi è la misura dell’affidabilità per un Paese”, sostiene.

Coronavirus, Di Maio: combattere la psicosi, non alimentarla

Verrà inviato “un report giornaliero a tutte le nostre ambasciate affinché possano sensibilizzare le controparti. Aggiorneremo tutti i governi del mondo con la massima chiarezza a sostegno anche degli italiani che si recano all’estero e del nostro corpo diplomatico che sta operando con grande professionalità” dice. Al momento “ci sono due focolai che coinvolgono circa 50 mila persone su 60 milioni di cittadini“. Come “ha detto il commissario Borrelli i nuovi contagi sono all’interno delle aree sorvegliate. Questo è un virus nuovo e va monitorato con attenzione. La priorità deve essere la salute degli italiani”. In via precauzionale “adotteremo misure per tenere ristretto il perimetro del virus”. Finora “abbiamo attuato le misure più stringenti di Europa, tanto che l’Ue stessa ce lo ha riconosciuto” sottolinea.