Fioramonti: “Facciamo un altro governo”

"Facciamo un altro governo", e magari con un altro premier, dice l'ex ministro ed ex M5S Lorenzo Fioramonti

"Facciamo un altro governo", e magari con un altro premier, dice l'ex ministro ed ex M5S Lorenzo Fioramonti

Fioramonti: “Facciamo un altro governo”, e magari con un altro premier. “Credo che questa sia la legislatura in cui si possono fare le scelte coraggiose che in Italia non si fanno da tempo. Se questo governo non dovesse averne il coraggio, un altro governo per me non è un tabù. L’importante è che si prenda coscienza che il mondo è dilaniato da cambiamenti climatici, costanti instabilità, fenomeni globali che mettono a repentaglio la sostenibilità della nostra civiltà. E l’Italia deve fare scelte epocali”. E’ quanto afferma l’ex ministro Lorenzo Fioramonti in un’intervista al Manifesto. “Questo traccheggio è quello di cui il paese ha bisogno? Il mio è un appello alla maggioranza, a Italia Viva in particolare. Chiedo un passo indietro, magari per farne poi due avanti”, continua.

Fioramonti: “Facciamo un altro governo”

“Anche al governo chiedo: è questa la leadership visionaria che serve? Conte non ha una ‘visione’? In questi due anni non l’ho ancora vista”. Nell’intervista Fioramonti dice sì a una lista civica nazionale progressista. “C’è bisogno di una realtà politica in grado di cogliere l’azione trasversale che va da sindaci molto capaci che hanno sposato lo sviluppo sostenibile, nuovi modelli di mobilità e produzione dall’agricoltura alla manifattura, fino alla società più impegnata su fronti cruciali, alle azienda più innovative”.

Parlando del M5s, “ha di fronte una fase delicata. La leadership non è il punto, la questione centrale sono i valori, la partecipazione e l’organizzazione”, osserva Fioramonti. “Purtroppo il M5s ha smarrito i valori, non ha mai avuto un’organizzazione né una struttura veramente partecipativa. Questo ben al di là dei nomi. Purtroppo mi sono convinto che il M5s è irrecuperabile, irriformabile. Le questioni di fondo non vengono mai affrontate. Mi auguro che scelgano la collocazione politica, facciano chiarezza sul rapporto con un’azienda privata che fin qui è stato troppo opaco”.