Gregoretti, Bongiorno in aula: “Il Senato non abdichi al suo ruolo”

Gregoretti, Bongiorno in aula: "Il Senato non abdichi al suo ruolo", dica no al processo contro Salvini perché in gioco c'è la separazione dei poteri

Gregoretti, Bongiorno in aula:
Giulia Bongiorno

Gregoretti, Bongiorno in aula: “Il Senato non abdichi al suo ruolo”, dica no al processo contro Salvini. “Signora presidente, onorevoli colleghi, ma soprattutto senatore Salvini. In questi giorni il dibattito è stato ‘Salvini fuggirà o no dal processo?’ Come se il processo fosse già deciso. Attenzione a non abdicare del tutto al nostro dovere. Se ragioniamo così ci trasformiamo in azzeccagarbugli. Non siamo azzeccagarbugli.” Lo dice nell’Aula del Senato la leghista Giulia Bongiorno nel dibattito sul caso Gregoretti, perorando la causa del no al processo per Matteo Salvini. “Ma non siamo strateghi e lo dico anche a Salvini: non si faccia processare, nessuno può scavalcare i giudici”, prosegue. “Stiamo svuotando di valore le nostre funzioni. Qui da una parte abbiamo un ministro, dall’altra il potere giudiziario che lo vuole processare. La legge però dice che i giudici siamo noi senatori, se non lo capiamo non capiamo nulla”.

Gregoretti, Bongiorno in aula: “Il Senato non abdichi al suo ruolo”

E ancora: “Quello che si giudica in questa Aula non sarà mai giudicato dai giudici. Se l’atto è stato compiuto nell’interesse pubblico bisogna avere il coraggio di dire no alla autorizzazione. Io ho paura della nostra paura, dei passi indietro che stiamo facendo, forse inseguendo alla ricerca di consenso idee che forse venivano dal M5S o dalle sardine. Montesquieu lo chiama ‘il crepuscolo della democrazia'”. “Senatore Salvini, è in gioco il suo destino ma è in gioco anche la separazione dei poteri”, continua la Bongiorno tirando una cannonata a Giuseppe Conte: “Prenda un altro avvocato, più autorevole di me. Un avvocato che ha detto: ‘Noi della presidenza del consiglio abbiamo lavorato perché bisogna ricollocare e poi consentire lo sbarco’. Ecco, in relazione alla Gregoretti, queste sono le parole del presidente del consiglio, avvocato Conte”, dice Bongiorno tra gli applausi dei senatori del centrodestra.

Bongiorno insiste: “Aderiamo alla tesi del professor Conte sulla stretta connessione tra sbarchi e redistribuzione. Nessuno ha commesso un reato. Io credo che sia impossibile configurare un rallentamento allo sbarco come un sequestro di persona. Create questa nuova fattispecie incriminatrice, il rallentamento allo sbarco. E processate Salvini. Ma certamente non è sequestro di persona. In nome della separazione dei poteri – conclude Bongiorno rivolta ai senatori – non celebratene il requiem ma siate liberi coraggiosi e forti”.