Prescrizione, Renzi a Conte: che fai, mi cacci?

Prescrizione, Renzi a Conte: che fai, mi cacci? Il leader di Iv tiene il punto sulla giustizia e sulla bandiera del "garantismo"

Prescrizione, Renzi a Conte: che fai, mi cacci?
Matteo Renzi

Prescrizione, Renzi a Conte: che fai, mi cacci?; insiste nella sua sfida il leader di Iv. “Se per fare il ministro dobbiamo rimangiare secoli di civiltà giuridica si sappia che non abbiamo problemi a fare un passo indietro. Decida Conte: se vuole cacciarci, basta dirlo. Se vuole tenerci, lavoriamo. Nell’uno e nell’altro caso noi non votiamo il pasticcio prescrizione: le idee vengono prima delle poltrone”. Lo dice, in un’intervista al “Corriere della Sera” il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. “Noi – ribadisce- non stiamo al governo a tutti i costi. Ci stiamo per mantenere alta la bandiera del riformismo e per aiutare l’Italia. Se Conte vuole sostituirci con una pattuglia di deputati e senatori di Forza Italia, noi ci facciamo da parte con eleganza e stile. Possiamo rinunciare alle poltrone ma non possiamo rinunciare ai valori. Noi siamo e saremo garantisti: non diventeremo giustizialisti per una poltroncina. Non noi, almeno”.

Prescrizione, Renzi a Conte: che fai, mi cacci?

E prosegue: “Non siamo isolati, siamo garantisti. E anche se il premier sembra non capire la differenza tra giustizialismo e garantismo, per noi si tratta di un valore importante. Forzare sulla prescrizione è oggettivamente assurdo in un momento nel quale abbiamo il coronavirus, l’incidente del Frecciarossa, il Pil negativo.

E tuttavia la forzatura viene dai giustizialisti, non da noi. Noi non stiamo forzando: abbiamo solo chiesto di prenderci tempo con il lodo Annibali. Un anno per riflettere sulle soluzioni migliori e gli altri invece insistono sulla bandierina Bonafede”. Renzi punge poi il suo ex partito. “Capisco i Cinque Stelle che sono in una crisi spaventosa. Mi sfugge invece il motivo per cui il Pd debba ammainare la bandiera garantista dopo aver vinto in Emilia-Romagna grazie a un presidente riformista: ci saranno ragioni che io non conosco, ma è politicamente e logicamente inspiegabile”.