Banche, ecco la Ruocco: “Non possiamo seguire Renzi”

Sulle banche "noi non possiamo seguire Renzi, abbiamo una matrice diversa", dice Carla Ruocco, neo presidente della commissione di vigilanza sul sistema bancario eletta ieri

Sulle banche “noi non possiamo seguire Renzi, abbiamo una matrice diversa”, dice Carla Ruocco, neo presidente della commissione di vigilanza sul sistema bancario eletta ieri, in radio a Circo Massimo su Radio Capital. Perché Renzi “francamente non ha votato l’avvio della commissione d’inchiesta sulle banche: se anche una commissione di vigilanza sulle banche è qualcosa di inutile…”. Ma Matteo Renzi e la sua Iv sono in maggioranza. Cosa che non spaventa la Ruocco, che concede: “Sono consapevole che per governare da soli serve il 51% – afferma rispondendo a una domanda sul rischio che il governo cada sulla prescrizione – ma non mi posso assimilare a uno che non vota nemmeno per la vigilanza delle banche. Fanno quel che vogliono, ma non mi devo adeguare a una persona che non propone nemmeno una soluzione”.

Banche, ecco la Ruocco: “Non possiamo seguire Renzi”

E però, assicura, “mi impegno affinché la commissione non diventi un palcoscenico di slogan elettorali se ci sono le elezioni di qua e di là, evitando che si strumentalizzi il lavoro di una sacrosanta commissione. Bisogna essere seri e lavorare seriamente: vorrei che i cittadini tutti sentissero una forma di controllo in più a tutela dei loro risparmi”. E dunque “non si butta mai alle ortiche il lavoro già fatto”, e “un punto di partenza sarà rappresentato dalle relazioni conclusive della precedente commissione che lavorò in tempi molto serrati. In queste materie non si può avere una scadenza così a tambur battente: noi, auspicando che la legislatura duri, avremo un arco temporale maggiore”. Quanto alla vicenda della Banca popolare di Bari “osservazioni critiche ce ne saranno da fare”, ma “non vanno demonizzati singoli attori: personalmente non ritengo che demonizzare un singolo sia una soluzione a tutti i problemi”, sostiene riferendosi al ruolo di Bankitalia. Dichiarazioni che fanno il paio con quelle rilasciate in un’intervista al Sole 24 Ore uscita oggi. Nella quale la Ruocco esclude “processi a scatola chiusa: dobbiamo puntare a obiettivi concreti e a proporre norme per prevenire nuove crisi, non a fare inutile propaganda”. Perché c’è un tempo per l’armatura e uno per la grisaglia.