Franceschini richiama il Pd: “Ora fase due della politica”

Dario Franceschini è stato uno dei volti protagonisti al seminario del Pd nell'abbazia di Contigliano. Qui ha lanciato un monito al Pd.

Dario Franceschini
Dario Franceschini

Dario Franceschini è stato uno dei volti protagonisti al seminario del Pd nell’abbazia di Contigliano. Qui ha lanciato un monito al Pd. “Ora deve iniziare una fase due, una nuova fase politica e programmatica, vanno affrontate insieme o non funzionano”. “Questo – prosegue – è un nuovo inizio. Dobbiamo toglierci i dubbi e avere la convinzione che in agosto abbiamo fatto la cosa giusta. Ma partire contro non è sufficiente, per dare fiato e continuità, ora servono continuità nell’azione di governo e il collante della prospettiva politica”.

Franceschini richiama il Pd: “Ora fase due della politica”

“Vorrei la smettessimo con questa idiozia della mancata discontinuità: la discontinuità c’è su tutto, come si fa a dire di no? Sui migranti, sugli sbarchi, sulla flat tax”, ha continuato il Ministro, che poi spiega: “Basta ansia da competizione, che non paga. E’ una condizione di debolezza complessiva perché più sono stata usate tecniche di distinzione più il ritorno è stato negativo. Togliamo l’ansia da competizione nel governo, la prospettiva comune rende i risultati positivi”.

Franceschini ha parlato anche dei rapporti con gli alleati al governo: “Dobbiamo fare di tutto perché vengano di qua, in questo campo, davvero può bastare essere felici, nel giusto ma minoranza? Dobbiamo andare avanti in questa prospettiva che è importante per la democrazia italiana, anche quando ti dicono dei no. Con il M5S e con i moderati che non si riconoscono più nelle politiche estremistiche di Salvini”.

Il Ministro spende anche qualche parola sulla nuova legge elettorale, proporzionale con il 5% di sbarramento: “C’è spazio per una nuova vocazione maggioritaria del Pd. Prima siamo sempre stati spinti a creare maggioranze prima per prendere un voto in più dell’avversario e cercato qualcuno per prendere consensi, Di Pietro o Bonino. Il 5% non consente più questo e ci spinge a costruite un partito più largo che non appalta più ad altri, è questa la proposta di Nicola: un partito che riscopre la vocazione maggioritaria e che si pone la questione delle alleanze”.

Infine, in merito ai decreti sicurezza, Franceschini assicura: “Partiremo dalle osservazioni di Mattarella e in Parlamento potremo intervenire, ci sarà spazio per segnare un cambiamento di prospettiva”.

Redazione CiSiamo
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