Libia, De Felice: “Italia umiliata per la sua geopolitica da bottega”

Ammiraglio Nicola De Felice
Ammiraglio Nicola De Felice

La missione diplomatica Ue a Tripoli, prevista per domani, “è stata rinviata a data da destinarsi, alla luce delle condizioni attuali” nel Paese. A capo ci sarebbe dovuto essere l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, e avrebbe dovuto partecipare anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, assieme ai suoi omologhi di Regno Unito, Francia e Germania.

Il premier al Serraj, come riporta Il Primato Nazionale, aveva fatto sapere di non voler ricevere la delegazione Ue: “Non venite in Libia, per motivi di sicurezza, qui è pericoloso”. Il motivo del respingimento degli europei è anche un altro: in Libia sono arrivati i primi militari mandati dalla Turchia a difesa di Tripoli.

L’Italia non conta nulla

In una situazione completamente caotica, una cosa rimane certa: l’Italia sta contando sempre meno. E dire che siamo il Paese europeo a cui il conflitto nella regione riguarda più da vicino, anche e soprattutto per i flussi migratori che potrebbero divenire a breve davvero incontrollabili. Il Governo però pare continuare a tentennare. “L’incapacità della politica di sicurezza nazionale del governo Conte II ci ha portato anche questa umiliazione, con al Serraj che non vuole la delegazione europea a Tripoli e la Francia che ci fa le scarpe: ora però basta piangere sul latte versato”. Così si è espresso l’ammiraglio Nicola De Felice, massimo esperto di sicurezza marittima.

E ancora: “Come volevasi dimostrare: la Ue è in netto ritardo, volutamente. Per non affrontare il caos libico del quale non gliene importa nulla o al più fa comodo alla Francia non intervenire come Europa. E l’Italia? Isolata come non mai, paga in questo modo la sua geopolitica di bottega limitata alle beghe di palazzo“.

Infine: “Non basta scimmiottare chissà quale capacità diplomatica rincorrendo i vari attori da una capitale all’altra: il governo deve attivare subito tutti gli strumenti del potere nazionale oltre a quello diplomatico, quello militare, l’economico e l’intelligence per fare pressione seria non solo sulla Libia, ma anche sui nostri alleati, a partire dagli Usa, per la difesa degli interessi nazionali nel Mediterraneo”.

Redazione CiSiamo
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