Paragone spacca il Movimento 5 Stelle, Di Maio avverte Di Battista

L'espulsione di Gianluigi Paragone dal Movimento 5 Stelle rischia di minare il percorso sin qui svolto. Nel 2019 sono stati espulsi in 72.

Paragone divide il Movimento 5 Stelle
Paragone divide il Movimento 5 Stelle (foto repertorio)

Il Movimento 5 Stelle, dopo l’espulsione di Gianluigi Paragone, rischia di produrre degli effetti collaterali di forte impatto sulla scena politica. Alessandro Di Battista ha espresso parole di elogio nei confronti dell’ormai ex compagno di partito.

Paragone fuori dal Movimento 5 Stelle, tensione tra Di Battista e Di Maio

Sono decine le espulsioni dal Movimento ma quella di Paragone ha certificato una profonda spaccatura all’interno del partito. A scontrarsi sulla vicenda, infatti, sono i maggiori esponenti pentastellati. Il potere politico di Luigi Di Maio è minato dalle continue polemiche in seno al Movimento 5 Stelle.

Quello spirito di alleanza, volto nel combattere il sistema, è minato dalla gestione partitica che è mutata nel corso dei mesi. Non si esclude che, in questa ottica, alcuni esponenti dei 5 Stelle possano propendere per dare vita a un nuovo progetto politico. Di Battista ha indicato Paragone «come infinitamente più grillino di tanti che si professano tali».

Di Maio chiede rispetto delle regole

Di Maio, intanto, lancia un messaggio. «Qui servono persone che hanno intenzione di ottenere risultati, non visibilità». “La Stampa“ ha contattato il dimissionario Lorenzo Fioramonti che si è così espresso: «Bisogna lasciare spazio al dibattito, altrimenti non resta che l’uscita volontaria o l’espulsione. In entrambi i casi si finisce per criminalizzare chi ha idee diverse». 

I numeri del 2019 sui “cartellini rossi” dei 5 Stelle

Intanto, però, c’è da segnalare che nel Movimento, secondo quanto riportato da “La Stampa”, sono state espulse 72 persone dal collegio dei probiviri 5 Stelle. Si tratta di esponenti non della prima linea, a eccezione di Paragone.