Cannabis light via dalla manovra economica: bufera in Aula sulla Casellati

La decisione della Presidente del Senato Elisabetta Casellati di dichiarare illegittimo l'emendamento sulla cannabis light ha scatenato la bagarre in Aula

Cannabis light, Cassazione ferma la vendita
Cannabis light,

La battaglia sulla cannabis light è stata persa, con lo stralcio della parte sulla legalizzazione dalla manovra economica 2020. E’ stata la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati a comunicare all’Aula l’inammissibilità della norma. E se l’annuncio è stato accolto con applausi da parte del centrodestra, ha scatenato il caos.

Bocciato l’emendamento sulla cannabis light

La norma, dichiarata illegittima, avrebbe consentito la vendita di canapa con Thc inferiore allo 0,5%. Ed era già stata approvata in commissione bilancio. Il centrodestra però, aveva annunciato battaglia sull’emendamento, bollandolo come “legalizzazione delle droghe leggere”. La discussione di questa mattina si preannunciava quindi accesa. Tanto che nella serata del 15 dicembre una nota di Palazzo Madama ricordava l’imparzialità delle decisioni del Presidente del Senato in quanto parte terza. Ribadiva inoltre che le scelte rispetto all’ammissibilità degli emendamenti sono basate su aspetti “puramente tecnici”.

Bufera sul Presidente del Senato

Ma questa nota preventiva non è bastata a calmare gli animi dopo l’annuncio, tanto che dai banchi del M5S è stato chiesto alla Casellati di dimostrare che la bocciatura non è frutto dela “pressione della sua parte politica”. A quel punto, però, la Presidente del Senato ha sottolineato come si sia trattato di una decisione “meramente tecnica”, escludendo di fatto pressioni da parte del centrodestra. Poi, ha lanciato un invito: “Se ritenete questa misura importante per la maggioranza, fatevi un disegno di legge”.

Il commento di Salvini

Trionfa Matteo Salvini, che a stretto giro di social commenta: “Bloccata in Senato la norma sulla coltivazione e la distribuzione di “droga di Stato”: no allo Stato spacciatore, la battaglia della Lega non si fermerà mai!”. Lo stesso Salvini era per altro già intervenuto in Aula durante la discussione, ringraziando il Presidente del Senato “a nome di tutte le comunità di recupero dalle dipendenze che lavorano in Italia e a nome delle famiglie italiane per aver evitato la vergogna dello Stato spacciatore”.