Conte, Il Tempo svela il trucco che ha usato per salvare i suoceri dal Fisco

Dopo il caso messo in luce dalla Iene, arriva un'altra minaccia per il Premier Giuseppe Conte, che dovrà schivare o respingere.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Dopo il caso messo in luce dalla Iene, arriva un’altra minaccia per il Premier Giuseppe Conte, che dovrà schivare o respingere. Il direttore de Il Tempo Franco Bechis, infatti, ha sostenuto che la cosiddetta “rottamazione ter” dell’autunno 2018, fu fatta anche per fare un favore alla famiglia della sua compagna Olivia Paladino.

Conte, Il Tempo svela il trucco che ha usato per salvare i suoceri dal Fisco

La famiglia Paladino, infatti, era nei guai con il Fisco e doveva pagare circa 36 milioni di euro. Ma arrivò la pace fiscale che contribuì a salvare la sopracitata famiglia. La rottamazione delle cartelle esattoriali del Governo Conte uno ebbe come primo firmatario proprio il Presidente del Consiglio. E, dunque, come diceva il grande Hercule Poirot, una coincidenza è accettabile, due no. Per questo Il Tempo si sta chiedendo perché Conte volle assolutamente portare avanti quella misura. La famiglia della sua compagna, infatti, grazie alla rottamazione, poté contare su una comoda rateizzazione – senza multe e interessi – per ventisette milioni di euro.

La rottamazione ter, come scrive Bechis, diede un aiuto a quel “piccolo gruppo di imprese”. In quel momento erano senza liquidità, schiacciate dalle cartelle degli esattori del fisco. Gruppo di imprese che appartiene a Cesare Paladino, alle figlie Cristiana e Olivia e al loro fratellastro Jhon Rolf Shadow Shawn, figlio di primo letto di Ewa Aulin, la bella attrice che sposò Cesare in seconde nozze. Olivia era ed è la compagna di vita del premier Conte, e papà Cesare pur non essendo i due sposati, è di fatto lo suocero”.

Il Grand Hotel Plaza

Infine ricordiamo che il nome di Cesare Paladino è ancora legato al Grand Hotel Plaza di Roma. L’imprenditore, lo scorso giugno, ha patteggiato davanti una pena a un anno e due mesi per l’accusa di peculato, per non aver versato la tassa di soggiorno per una cifra pari a due milioni di euro.

Uno dopo l’altra – continua Il Tempo – hanno fatto domanda la Archimede immobiliare, l’Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio, l’Unione esercizi alberghi di lusso e l’Immobiliare di Roma Splendido, chiedendo la rateizzazione di poco meno di 27 milioni di euro di debiti tributari di varia natura, lasciandone fuori perché non potevano rientrarvi altri nove milioni di euro”.

Redazione CiSiamo
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