Giorgia Meloni: “Questa manovra è un attacco a chi lavora”

La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni continua ad attaccare la prossima manovra finanziaria, che arriverà al voto in Senato lunedì 16 dicembre.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni continua ad attaccare la prossima manovra finanziaria, che arriverà al voto in Senato lunedì 16 dicembre. “Qui siamo in una delle aziende con la capacità produttiva più alta d’Europa – dice la Meloni dopo la visita allo stabilimento di Scorzé, nel veneziano, della San Benedetto -. Un fatturato consolidato di 760 milioni l’anno, 540 milioni in Italia, e ho chiesto quanto impatteranno sugar tax e plastic tax. Il calcolo fa 100 milioni di euro l’anno, quindi un impatto importante“.

Giorgia Meloni: “Questa manovra è un attacco a chi lavora”

E ancora: “Atteso che le tecnologie sono quelle che sono e non ci saranno immediatamente comportamenti virtuosi mi chiedo che senso ha creare questi problemi ad una eccellenza italiana assoluta. I soldi che si ricavano servono per pagare il reddito di cittadinanza a chi sta casa sul divano. Purtroppo gli emendamenti che abbiamo presentato al Senato sono stati bocciati, continueremo la battaglia alla Camera”.

Questa manovra è una dichiarazione di guerra verso chi lavora e produce, è una manovra che fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote alle imprese – conclude Giorgia Meloni -. Aumenta le tasse per pagare il reddito di cittadinanza agli ex brigatisti piuttosto che agli spacciatori, come abbiamo visto. Invece l’unico modo per sconfiggere la povertà è garantire lavoro. E l’unico modo per garantire lavoro è mettere chi può assumere in condizione di farlo e quindi aiutare le imprese”.

Infine: “La plastic tax, la sugar tax, tutte le tax che noi stiamo vedendo in realtà sono semplicemente un modo per far quadrare i conti. Perché si spendono quasi 10 miliardi di marchette elettorali. E quindi non è la manovra che avremmo fatto noi. Noi avremmo fatto una manovra diametralmente opposta. Una manovra nella quale i soldi si spendono per investimenti in infrastrutture per mettere in sicurezza il territorio, cioè per qualcosa che rimanga ai propri figli, soprattutto se sono soldi spesi in deficit. Per il resto si abbassano le tasse e si taglia la burocrazia per le imprese per consentire loro di assumere”.