Elezioni regionali Calabria 2020: Salvini divide Forza Italia

Il veto di Matteo Salvini su Mario Occhiuto come candidato alle elezioni regionali in Calabria 2020 ha diviso Forza Italia

Matteo Salvini e il caso Gregoretti
Matteo Salvini e il caso Gregoretti (foto repertorio)

E’ scontro all’interno di Forza Italia sulle elezioni regionali in Calabria 2020. Anzi, una vera e propria spaccatura, provocata dal leader della Lega Matteo Salvini. Il quale ha messo il veto sui candidati della “famiglia Occhiuto”.

La divisione per le elezioni regionali in Calabria 2020

I due “bocciati” da Salvini sono il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, e suo fratello Roberto, vicepresidente vicario del gruppo forzista alla Camera. E poiché il leader del Carroccio non fa marcia indietro, le candidature, anche se non ufficiliazzate, potrebbero essere due. La prima, a nome del Centrodestra e in quota FI sarebbe Jole Santelli. La seconda sarebbe quella dello stesso sidaco di Cosenza, che non molla la presa sulla candidatura e si dice pronto a correre solo con tre liste civiche. Proprio per questo Occhiuto starebbe cambiando la propria campagna elettorale per ricalibrarla in chiave anti-leghista. L’obiettivo, ovviamente, è quello di intercettare i voti del centrodestra e anche della sinistra moderata che ritiene FI troppo asservita al Carroccio.

Lo sfogo di Mario Occhiuto

E il primo cittadino non fa mistero della sua strategia. Su facebook si sfoga: “Cari calabresi, attraverso una manovra di palazzo e un atto di grande arroganza e prepotenza nei miei confronti, sembrerebbe che sia stata raggiunta l’intesa sul profilo del candidato alla presidenza della Regione. Un unico obiettivo: tutti, tranne Mario Occhiuto”. “Capisci sulla tua pelle il dispiacere e l’amarezza del tradimento da parte di persone che ritenevi amiche e che trovi oggi impegnate, con manovre davvero misere, nel tentativo di sostituirti“, dice poi, con un stoccata alla Santelli. La quale, vicesindaco di Cosenza, si è dimessa dall’incarico.

Per questo faccio un appello a tutte le persone libere, ai tanti giovani che credono ancora che sia possibile il cambiamento”, prosegue. “E a tutti coloro i quali non vogliono consegnare la nostra regione a chi pensa, magari dall’esterno, di utilizzare la voglia di riscatto dei calabresi per i propri interessi”.”Dobbiamo ribellarci a tanta violenza e miseria umana travestita di opportunità politica”, dice. “Non possiamo semplicemente rassegnarci”.