Elezioni Emilia Romagna, il padre della Borgonzoni: “Non voto mia figlia”

Tra circa due mesi ci saranno le elezioni regionali in Emilia Romagna. Ha preso la parola il padre della candidata leghista, che non voterà per sua figlia.

Elezioni in Emilia Romagna, parla il padre della Borgonzoni

Tra circa due mesi ci saranno le elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria, la campagna elettorale è intanto iniziata. Il primo a muoversi, dal PalaDozza di Bologna, è stato il leader della Lega Matteo Salvini, che si sta muovendo con la senatrice Lucia Borgonzoni, candidata alla presidenza della regione emilia. Gli avversari politici non sono però stati a guardare, e hanno organizzato una contro manifestazione. Qui, a sfilare, c’era anche Giambattista Borgonzoni, padre della candidata leghista.

Elezioni Emilia Romagna, il padre della Borgonzoni: “Non voto mia figlia”

Il signor Borgonzoni ha quindi rilasciato un’intervista a TPI: “A mia figlia non contesto nulla, anche perché mi sembra che la campagna elettorale in Emilia non la stia facendo mia figlia ma Salvini. Auguro a lei ogni successo possibile pur cavalcando un cavallo sbagliato. Quello che contesto alla Lega e a Salvini è di venire in Emilia per affermarsi denunciando lo stato delle cose in Emilia, che è pari ai migliori lander tedeschi”.

Il padre della candidata leghista avrebbe in seguito affermato che è complesso parlare delle idee della Lega. “Parliamo del Dio Po? Parliamo delle idee della Lega contro i meridionali? Parliamo della Lega che cavalca le problematiche dei 150mila Roma, ignorando che 100mila sono di passaporto italiano? Parliamo degli emigranti morti nel Mediterraneo?”

In particolare, sull’immigrazione, dice: “E’ un enorme problema di cui l’Europa dovrebbe farsi carico. Ma il nostro Salvini delle ruspette crede che il nostro paese possa affrontare un problema così grande da solo. Occorre più Europa”.

Infine, del rapporto con la figlia, il signor Borgonzoni ha dichiarato: “Lucia è figlia di una coppia che si è separata quando lei aveva 6 anni, poi sono successe delle cose, ma di queste non ho voglia di parlare. Anzi, invito Lucia a non entrare a gamba tesa nelle cose che dal vero entrano nel verosimile sul privato. La invito a non raccontare più bugie su questi argomenti“.