Militari feriti in Iraq, come si sono espressi i politici italiani

5 militari italiani sono rimasti feriti in Iraq, e almeno 3 rimangono tutt'ora in gravi condizioni. Subito dal mondo della politica è arrivata molta ansia e apprensione.

Militari feriti in Iraq, il cordoglio della politica
Militari feriti in Iraq, il cordoglio della politica

Ieri, domenica 10 novembre, 5 militari italiani sono rimasti feriti in Iraq, e almeno 3 rimangono tutt’ora in gravi condizioni. Subito dal mondo della politica è arrivata molta ansia e apprensione per la sorte dei nostri connazionali. Il primo a venire a conoscenza della notizia è stato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che ha provveduto immediatamente ad avvertire il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Poi è stato avvertito il Premier Giuseppe Conte. Tutti e tre, ora, rimangono in contatto con le autorità del posto per capire come si evolverà la vicenda.

Militari feriti in Iraq, cosa hanno scritto i politici italiani

Una volta che la notizia ha raggiunto i giornali, si sono susseguito rapidamente i messaggi e i pensieri della maggior parte dei protagonisti della politica attuale. Il primo è stato Mattarella, il quale, parlando con il capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli, ha parlato di un “attentato gravissimo” e di massima “solidarietà e vicinanza” alle famiglie dei nostri militari coinvolti.

L’ex premier e leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha espresso solidarietà con una nota: “L’Italia intera deve stringersi con gratitudine a loro e a tutti i loro colleghi in uniforme, che difendono nel mondo la pace e la sicurezza. La loro dedizione, la loro professionalità, il loro coraggio fanno onore al nostro Paese e alla divisa che indossano”. Sulla stessa linea anche Matteo Salvini: “Vicino ai nostri militari colpiti vigliaccamente in Irak alle loro famiglie e a tutti i nostri soldati nel mondo. Combattere il terrorismo islamico ovunque, in Italia e nel mondo, era e rimane una nostra priorità”. Mentre Maurizio Gasparri, di Fratelli d’Italia, ha posto l’accento sulla matrice islamica dell’atto terroristico. “Quanto avvenuto in Iraq – dice – ci ricorda la pericolosità del terrorismo islamico“.

Non si è fatto attendere nemmeno il commento di Nicola Zingaretti, che ha dichiarato che dobbiamo essere “orgogliosi del loro impegno nel mondo“. Poi è arrivato il turno di Roberto Fico e di Elisabetta Casellati, rispettivamente Presidenti di Camera e Senato. “Tutta la mia più profonda vicinanza”, ha dichiarato il primo. “Un pensiero commosso ai nostri portatori di pace”, ha fatto eco la seconda.

L’unico non in linea con gli altri leader è stato il segretario del Partito comunista Marco Rizzo. “Apprensione e vicinanza alle famiglie – ha detto -. Ma che ci fanno soldati italiani in quel paese? Si scrive peace keeping ma si legge guerra”.

Redazione CiSiamo
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