Feltri: “Fanno la Commissione contro l’odio per insultare chi vogliono loro”

Il direttore di Libero Vittorio Feltri ha commentato la neonata Commissione contro l'odio razziale, che da una settimana sta facendo discutere.

Vittorio Feltri se la prende con Ilaria Cucchi
Vittorio Feltri se la prende con Ilaria Cucchi

Il direttore di Libero Vittorio Feltri ha commentato la neonata Commissione contro l’odio razziale, che da una settimana sta facendo discutere. “La sinistra esulta perché si è data una commissione che procederà contro i razzisti. Specialmente gli antisemiti, come se gli italiani fossero in numero elevato nemici degli ebrei – ha dichiarato -. Vedremo in quale modo agirà il nuovo organismo, poi lo giudicheremo”.

Feltri commenta la Commissione contro l’odio

Intanto – continua Feltri – poniamoci alcune domande. Se uno dice o scrive che gli africani gli stanno sul gozzo va punito? E quale punizione gli sarà inflitta? I progressisti predicano da anni che non bisogna fomentare l’ odio, e avrebbero ragione se non fossero i primi a insultare con espressioni violente gli avversari politici. Ne sanno qualcosa Salvini e la Meloni che, essendo considerati di destra, possono tranquillamente essere vilipesi come non fossero esseri umani degni di rispetto. Parliamo dei fascisti”.

L’intervento di Berlusconi

Sulla questione era intervenuto anche il leader e fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi, il quale aveva spiegato perché il suo partito e il centrodestra si erano astenuti durante il voto. “Il voto al Senato dove la sinistra aveva appena bocciato una nostra mozione contro l’antisemitismo e il razzismo verteva però su un altro tema. La mozione della maggioranza conteneva errori tecnico-giuridici dalle conseguenze preoccupanti, prefigurando l’introduzione di nuovi reati d’opinione e quindi sovrapponendosi in modo generico e confuso a norme già esistenti. Questo per noi liberali è inaccettabile. Il divieto di praticare, a incoraggiare, di propagandare il razzismo o la sopraffazione non può intaccare la libertà di opinione. Il confine è sottile ed è una delle questioni decisive della libertà e della democrazia”.

E ancora: “Non può essere oggetto di improvvisazioni e di propaganda. Sulle questioni di libertà siamo intransigenti, perché ad Auschwitz si è arrivati proprio da una serie di crescenti limitazioni della libertà”.

Redazione CiSiamo
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