Elezioni Umbria, il Pd perde in malo modo ma non crolla senza Renzi

Le elezioni in Umbria hanno determinato la netta vittoria della Tesei e del centrodestra. Nicola Zingaretti commenta la sconfitta e parla di Renzi.

Elezioni Umbria, Zingaretti e Renzi
Elezioni Umbria, Zingaretti e Renzi (foto AdnKronos)

Le elezioni in Umbria hanno determinato una netta vittoria del centrodestra con Donatella Tesei. L’esponente della Lega ha ottenuto con ampio margine il successo durante la tornata elettorale. Nonostante la debacle, che ha di fatto certificato l’insuccesso del patto civico con il Movimento 5 Stelle, il Pd ha ottenuto il 22,3%. Gli alleati, invece, si sono attestati al 7,41%.

Elezioni Umbria, gli ultimi sondaggi e il confronto

Secondo gli ultimi sondaggi di Swg, diffusi dal Tg su La7 lo scorso 21 ottobre, condotto da Enrico Mentana, il Pd è risultato essere infatti al 18,8% a livello nazionale. Ovviamente le intenzioni di voto a carattere nazionale, e quindi generalizzato, sono differenti. Resta in ogni caso il fatto che Matteo Renzi abbia fondato Italia Viva e non ha evidenziato, in alcuna occasione, una partecipazione alla nuova scelta del patto civico in Umbria tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. La decisione molto probabilmente è avvenuta in quanto non confacenti agli interessi dell’ex Pd e in virtù di una sentenza già scritta sulla vittoria della Tesei.

La posizione di Zingaretti

Sulla questione è intervenuto Nicola Zingaretti in qualità di segretario del Partito Democratico. «Come è accaduto in molti Comuni – dichiara Zingaretti – grazie a straordinari candidati sindaci dobbiamo insieme rilanciare la forza e l’identità del Pd. Si lavora insieme per la ricerca di alleanze con forze politiche, civiche e associative nei territori, avviando processi profondi in tutto il Paese. Anche il rapporto con il Movimento 5 stelle, con il quale governiamo, va inserito in questo schema di confronto. Non per esaltare le differenze – continua – ma per trovare sintesi vere e – come ho sempre detto in tutte le occasioni – verificando, territorio per territorio, la possibilità di convergenze, senza imporre nulla».

La crescita esponenziale della Lega

«Ma è ovvio che occorre voltare pagina. Mi auguro una nuova solidarietà – conclude Zingaretti – nella coalizione e nella compagine del Governo Conte che non può essere un campo di battaglia quotidiana. Una maggioranza non può esistere per paura di Salvini, per evitare il voto dei cittadini o aspettare le nomine degli enti per occupare poltrone. Sin dal primo istante ho ripetuto e confermo: non si può governare tra avversari e nemici. Nessun membro dell’alleanza può augurarsi o lavorare per la distruzione dell’altro».