Elezioni Umbria 2019: processo ai vertici M5S

Il M5S deve fare i conti con la disfatta delle elezioni in Umbria 2019, in cui il patto civico con il Partito Democratico non ha portato frutti

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

E’ il momento di fare i conti con i risultati delle elezioni in Umbria 2019, per il M5S. E non si tratta di conti piacevoli vista la disfatta che lo stesso Movimento riconosce alle 00.41, con i primi dati abbastanza certi. “Questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli opposti”, ammettono i grillini in una nota. Ringraziano il candidato civico Vincenzo Bianconi, ma intanto è già partito il processo ai vertici del Movimento.

Le critiche del M5S dopo le elezioni in Umbria 2019

E innanzitutto, la prima scelta a dover subire le dure critiche è quella di presentarsi alle elezioni inisieme al Pd. Una scelta che già era stata mal digerita dalla base pentastellata, come ricorda all’Adnkronos la deputata umbra Tiziana Cirpiani. “Era meglio perdere da soli che perdere la faccia… Il feedback che ricevevo dalla gente era sempre lo stesso: non siete più credibili. Purtroppo iniziare a sperimentare l’alleanza territoriale col Pd proprio in Umbria è stato il colmo”, ha detto la parlamentare. Che prosegue: “Si è azzardato troppo”. E il senatore Stefano Lucidi fa un’analisi della vittoria del centrodestra: “I motivi del successo sono vari. Temi semplici e immediati da comunicare, macchina organizzativa efficiente, filiera politica autorevole sul territorio. Quello che manca a noi”.

Le bordate di Paragone

Anche Gianluigi Paragone, che aveva sempre espresso perplessità sull’accordo tra M5S e dem, ha commentato la disfatta. “L’abbiamo pagata. Accade quando non hai coerenza. Il Movimento deve fare il Movimento”, ha detto. E intanto, la leadership di Luigi Di Maio traballa, il messaggio è chiaro. O si cambia o si muore.