Renzi “posa” l’ascia di guerra con Conte ma chiede di fare chiarezza

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, prova a calmare gli animi dopo le ultime esternazioni di Giuseppe Conte. L'ex Pd parla anche di Matteo Salvini.

Matteo Renzi torna a parlare delle dichiarazioni rilasciate da Giuseppe Conte in riferimento alle ultime vicende politiche del leader di Italia Viva. L’ex esponente del Pd ha inteso fare alcune precisazioni sulla vicenda nel tentativo di calmare gli animi. «I giornali di oggi riportano alcune frasi attribuite al Presidente del Consiglio. E non smentite. Soprattutto Corriere e Stampa dicono che Conte mi consideri un “prepotente”. Al pari o peggio di Salvini. Capisco che l’esperienza dello scorso Governo sia stata logorante e abbia causato molti danni a tutti, a cominciare dagli italiani. Ma credo che si debba dire una parola di chiarezza. E di tranquillità».

Conte-Renzi, i punti sui quali l’ex Pd intende far breccia

Renzi chiede chiarezza e specifica tre punti sui quali porre l’attenzione.

  • «Tocca al Premier firmare la legge di bilancio, non a me. L’unica cosa che conta, per noi, è che non aumentino le tasse. A cominciare dall’IVA. Sul resto faccia il Premier, noi valuteremo senza polemica. E daremo una mano».
  • «Sui servizi segreti, Link, l’Autorità delegata per l’intelligence: a me interessa difendere la professionalità degli agenti dei servizi. Sono bravi e meritano il nostro rispetto e la nostra ammirazione. Se qualche alto dirigente deve chiarire la sua posizione lo farà al Copasir. Chi conosce i servizi sa che la nomina dell’Autorità delegata viene fatta a tutela del premier, non contro di lui. Ma se Conte pensa di farcela da solo, senza delegare, noi non faremo polemica. Gli abbiamo solo dato un consiglio, non un ultimatum».
  • «Noi continueremo a fare proposte e a lanciare idee a cominciare dalla Leopolda. E la nostra delegazione guidata splendidamente da Teresa Bellanova darà una mano con spirito costruttivo».

L’obiettivo di Italia Viva

Matteo Renzi chiede di non essere paragonato a Salvini. «Chi mi paragona a Salvini dico che la mia storia, il mio Governo, le mie idee dimostrano che io sono esattamente l’opposto di lui. La Leopolda non è il Papeete. E chi verrà alla Leopolda (www.leopoldastazione.it) lo vedrà chiaramente. Ora tutti al lavoro, l’Italia Viva attende il nostro entusiasmo».