M5S: i punti della “Carta di Firenze” degli scettici

Un gruppo di "scettici" del M5S ha sottoscritto la "Carta di Firenze", ora online, in cui si danno proposte concrete da sottoporre ai vertici

Carta di Firenze, M5S

Un gruppo di “scettici” del M5S ha messo a punto una carta, la cosiddetta “Carta di Firenze”, che verrà sottoposta ai vertici del Movimento. Punti nevralgici della Carta sono più democrazia, stop al capo politico, passaggio della proprietà della piattaforma Rousseau al M5S.

Gli scettici

Da mezzanotte, la “Carta di Firenze” è online, ed è stata postata proprio nel giorno in cui il Movimento compie 10 anni. E se all’interno è compresa anche una critica dura per i cambiamenti del Movimento in questi 10 anni, l’incipit è entusiastico. “ll nostro cuore batte ancora per il Movimento 5 Stelle“, scrivono gli scettici. “Siamo quelli che da sempre sotto la bandiera del Movimento parlano con le persone per la strada, con la pioggia o con il sole cocente, mettendoci al servizio delle nostre comunità ai banchetti e nelle piazze”.

E denunciano: “In nome di una fraintesa responsabilità̀ di governo, il Movimento ha rinunciato ai propri principi identitari”. “Riceviamo sia per strada che sul web accuse sempre più sferzanti sulle ‘promesse non mantenute’ e sui ‘compromessi al ribasso’. La nostra coscienza di attivisti si ribella e ci impone di riportare il M5S al pieno rispetto dei suoi valori con perseveranza e soprattutto coerenza”, dicono ancora.

La Carta di Firenze degli scettici del M5S

Il documento è composto da 5 paragrafi, che comprendono le proposte concrete per il futuro del Movimento.

  • Si chiede trasparenza e alla democrazia interna, attraverso la convocazione di un’assemblea nazionale per avviare una riforma dello statuto, che passi per ​il “superamento della figura del capo politico mediante l’introduzione di organi elettivi e collegiali a livello nazionale, regionale e provinciale, che abbiano l’autorità di intervenire nella gestione dei conflitti interni nelle aree di competenza”.
  • Si chiede poi l’attribuzione della ​piena proprietà̀ e della gestione del Sistema operativo Rousseau al Movimento 5 Stelle, “assicurando la massima trasparenza della piattaforma, in particolare verso le richieste di: accesso pubblico all’anagrafe territoriale degli iscritti, verificabilità degli esiti delle consultazioni”.
  • E poi, un miglioramento di ‘Tirendiconto’ “per aver maggiore trasparenza sulle spese dei portavoce; completa ​coerenza con le principali battaglie identitarie e territoriali del M5S; formulazione di un ​codice etico unico e inderogabile che imponga il pieno rispetto del mandato elettorale e disciplini la sovrapposizione tra nomine in società pubbliche o private e cariche elettive, scongiurando conflitti di interesse in qualunque forma”.
  • Riorganizzazione dal basso, avanzando proposte sui “processi partecipativi” con regolamento nazionale e tavoli di lavoro permanenti.
  • Nuove per le candidature e le nomine degli eletti all’interno del M5S, e “nuovi strumenti di valutazione degli eletti che garantiscano un confronto periodico tra la base e i portavoce, così da verificare il rispetto dei principi fondativi del Movimento e il perseguimento degli obiettivi nell’arco del mandato”.
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