Landini: “Il problema non è quota 100 ma la revisione della Fornero”

Le parole del segretario CGIL a Trani

Susanna Camusso e Maurizio landini
Susanna Camusso e Maurizio landini

«Per noi il problema è riaprire una discussione vera sulla revisione della Fornero e ‘Quota 100’ non ha modificato la Fornero». Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini a Trani, parlando con i giornalisti a margine di una due giorni dedicata ai pensionati.


«Per noi ci vuole una pensione di garanzia per i giovani, per noi bisogna riconoscere la differenza di genere e quindi un trattamento migliore per le donne e poi bisogna finalmente riconoscere che i lavori non sono tutti uguali e occorre introdurre una flessibilità in uscita che permetta alle persone decidere quando andare e, soprattutto, che i lavori più pesanti debbano essere riconosciuti come tali».

E sulla questione Arcelor Mittal il segretario della Cgil commenta: «Va chiarito e applicato quell’accordo, facendo fare gli investimenti che vanno fatti, dalla copertura dei parchi che mi pare sta andando avanti a tutti gli altri investimenti, che significa utilizzare le migliori tecnologie per abbattere drasticamente le emissioni e per essere in grado di tutelare la condizione di vita e di lavoro sia dentro che fuori, in quella città».

«Poi – ha aggiunto Landini – sulla questione degli appalti, come è noto, è aperta tutta una discussione che riguarda anche la nostra contrarietà al cambio dei contratti che oggi vogliono fare e qui c’è un problema sia di rispettare i diritti nel cambio degli appalti e garantire l’occupazione, ma anche di applicare i contratti, che siano più vantaggiosi per le persone che lavorano dentro quell’azienda». «E questa è una questione più generale – spiega Landini – perché noi a livello nazionale stiamo chiedendo al governo lo sblocca cantieri che, come è noto, nel modo in cui è stato fatto non va bene, perchè bisogna ridurre la possibilità di subappaltare il lavoro e soprattutto bisogna cancellare la norma che prevede la logica del massimo ribasso».

«Fare partire i cantieri vuol dire tutelare la salute e la sicurezza, ma purtroppo si continua a morire sul lavoro e serve un investimento serio sulla prevenzione e questo vuol dire aumentare le assunzioni nell’ispettorato del lavoro e ridare un ruolo ai servizi di medicina del lavoro sui territori». 


Redazione CiSiamo
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