Salvini contro i deputati che sono saliti sulla Sea Watch: pronta la denuncia

Il leader della Lega Matteo Salvini si è dichiarato pronto a querelare i deputati che sono saliti sulla Sea Watch della capitana Carola Rackete.

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Il leader della Lega Matteo Salvini si è dichiarato pronto a querelare i deputati che sono saliti sulla Sea Watch della capitana Carola Rackete. Solo ieri, giovedì 26 settembre, l’ex ministro aveva detto di essere pronto a denunciare anche la stessa Rackete, in quanto aveva trasbordato, tra i migranti soccorsi, pure tre torturatori e stupratori libici. I parlamentari nel mirino di Salvini sono Graziano Delrio, Nicola Fratoianni, Davide Faraone, Matteo Orfini e Riccardo Magi.

Salvini denuncia deputati che sono saliti sulla Sea Watch

Alcuni parlamentari di Pd e sinistra – ha detto Matteo Salvini – erano saliti a bordo per chiedere lo sbarco di tutti gli immigrati, compresi quelli che ora sono sospettati di essere dei criminali. Chiediamo spiegazioni alla presidenza del consiglio e ai ministeri degli Esteri, degli Interni e della Giustizia. Siamo pronti a denunciare Rackete e i parlamentari che hanno voluto a tutti i costi lo sbarco. Chiedano scusa all’Italia“.

I parlamentari nel mirino del leader del Carroccio però non sembrano essere particolarmente preoccupati. “Salvini – scrive su Facebook Matteo Orfini – è pronto a denunciarmi perché sono stato sulla Sea Watch. Caro Matteo, ti prego fallo davvero. Ti assicuro che non mi farò salvare dall’immunità come hai fatto tu. Perché, a differenza tua, non ho nulla da temere“.

Interpellanze di Lega e Fratelli d’Italia

Sulla questione, comunque, sono partite anche delle interpellanze. Gianni Tonelli, deputato leghista, ha chiesto al Ministro dell’Interno Luciano Lamorgese se sia vero che i tre malviventi siano arrivati a bordo della nave Ong “e se possa chiarire perché ha ritenuto di tenere riservata l’informazione”. Ma anche “se convenga con quanto affermato dal procuratore di Agrigento sulle Ong e, a seguito di queste valutazioni, intenda adottare provvedimenti di maggior rigore per contrastare la tratta degli esseri umani in mare perseguendo anche coloro che, celandosi dietro l’attività di salvataggio di vite umane in mare, si prestano alla promozione e alla complicità di questo vergognoso e indegno fenomeno”.

Anche Nicola Proccini, Fratelli d’Italia, è intervenuto in merito. “Abbiamo dovuto accettare la decisione della Commissione Libe del Parlamento europeoha detto – di ricevere in audizione Carola Rackete, ma avevamo ottenuto con sforzo, di concerto con il gruppo ID, che fosse almeno garantita la presenza di un esponente della Guardia costiera italiana: ci è stato tirato l’ennesimo tiro mancino, evidentemente frutto del nuovo governo Conte“.