Giuseppe Conte: “Serve riforma fiscale, sì a galera per grandi evasori”

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha partecipato a un incontro indetto dalla Cgil a Lecce, dove è stato accolto dal segretario Maurizio Landini.

Giuseppe Conte (foto Afp)
Giuseppe Conte (foto Afp)

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha partecipato a un incontro indetto dalla Cgil a Lecce, dove è stato accolto dal segretario Maurizio Landini. Presenti sul palco anche il ministro per gli affari Regionali Francesco Boccia, il sindaco di Lecce Carlo Salvemini e Stefano Minerva presidente della provincia. Ad attendere Conte anche una folla urlante a cui il premier al suo arrivo ha rivolto un saluto.

Giuseppe Conte: “Serve riforma fiscale”

Landini è stato il primo a prendere la parola. “Gli uomini soli al comando non ci sono mai piaciuti. Noi siamo una organizzazione democratica” ha detto introducendo il dialogo con il premier. Landini ha anche ringraziato Conte per la presenza: “E’ un riconoscimento indiretto ai sindacati e speriamo che dal dialogo possano uscire cose importanti perché abbiamo tanto da cambiare per il futuro di questo paese”.

“Ci siamo già incontrati a palazzo Chigi svariate volte – ha iniziato Conte nel suo intervento -. Da quel confronto c’è stato non solo un riconoscimento del vostro ruolo sociale e istituzionale, 5 mln e rotti di iscritti significano qualcosa. Ma soprattutto, come può un decisore politico prendere decisioni senza maturarle nel confronto? Per me sarebbe impossibile, per me è impensabile maturare una decisione senza avviare un confronto. Ne faccio una questione di metodo”, col confronto “mi aiutate, ci aiutate: stare chiuso nel palazzo è una iattura per un decisore politico”.

Infine: “Il fisco ha bisogno di una riforma profonda. Personalmente lo giudico iniquo e inefficiente. Quanto è stato fatto finora non è sufficiente, dobbiamo pervenire a una disciplina organica”. Bisogna superare quello “stato di cose che fa percepire il fisco come nemico da cui difendersi. Occorre sistemare tutta la disciplina, e quando dico questo non parlo solo di aliquote. Le definizioni agevolate per me sono una tantum, i condoni sono serviti ad avviare una riforma ma non possono diventare parte integrante della disciplina fiscale” avverte Conte. Chi sbaglia deve pagare – sottolinea infine -. Siamo favorevoli anche a pene detentive per i casi di conclamata e grave evasione. Nello stesso tempo dobbiamo alleggerire la pressione fiscale”.

Redazione CiSiamo
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