Carfagna contro Matteo Renzi: «Con te nemmeno un caffè, basta agli inciuci»

Mara Carfagna taglia corto sulla questione di Matteo Renzi e del nuovo partito fondato. L'intenzione di Forza Italia è emersa durante una cena di partito.

Mara Carfagna parla di Matteo Renzi e del nuovo partito fondato
Mara Carfagna parla di Matteo Renzi e del nuovo partito fondato

Mara Carfagna, esponente politico di Forza Italia, ha rilasciato un’intervista a “La Stampa” nella quale ha parlato anche di Matteo Renzi e del nuovo partito Italia Viva. L’attenzione principale è rivolta dalla Carfagna verso la politica condotta dal partito di Silvio Berlusconi. «Svegliamoci, ricominciamo a fare politica, smettiamo di regalare gli elettori agli altri».

Mara Carfagna e il messaggio a Renzi

«È un competitor che tenta di indebolirci. Con lui neanche un caffè. Buoni rapporti con tutti ma inciuci con nessuno. Prendere da soli un’iniziativa del genere e pretendere che Forza Italia aderisca a cose fatte è stato un errore. Serve semmai un patto di consultazione preventiva».

I progetti di Forza Italia

La Carfagna guarda al futuro ma parla anche della prossima manifestazione in programma a Roma il 19 ottobre: l’evento è stato promosso dalla Lega. E sulla partecipazione si è così espressa: «Deciderà il partito. Io non sono pregiudizialmente ostile a scendere in piazza ma a una condizione: che non siano benvenute né Forza Nuova né CasaPound. O si guarda al centrodestra oppure si strizza l’occhio all’estremismo. Bisogna scegliere da che parte stare».

E sui nuovi progetti all’orizzonte: «Pronunciare tre basta. Basta “presentismo”, basta proposte acchiappa-consenso, basta leggi fatte soltanto per cavalcare i social. Guardare invece lontano e cioè a una vera riforma fiscale che rilanci il Nord. Vogliamo una grande battaglia europea per fare del Mezzogiorno una “no-tax” area, a un’azione seria per alzare salari e stipendi che sono fermi da vent’anni. Bisogna porre un freno efficace contro gli sbarchi fantasma che hanno riversato sulle nostre coste l’80 per cento dei clandestini».