Lorenzo Fioramonti al Miur: chi è il nuovo Ministro dell’Istruzione

Lorenzo Fioramonti è il nuovo Ministro dell'Istruzione del governo giallorosso, e ha preso il posto del leghista Bussetti

Lorenzo Fioramonti
Lorenzo Fioramonti

Lorenzo Fioramonti andrà al Miur, prendendo il posto di Marco Bussetti al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Questa la decisione del nuovo governo giallorosso, di cui ieri è stata diffusa la lista ufficiale dei Ministri.

Chi è Lorenzo Fioramonti, ora al Miur

42 anni, ex viceministro, aveva dichiarato qualche giorno fa che per recuperare i fondi per l’Università, che ha stimato a circa un miliardo, la strada giusta sia tassare bibite gassate, merendine e voli aerei.

Lorenzo Fioramonti si è laureato in Storia Economica e Politica con un dottorato in Scienze Politiche presso l’Università di Siena. E’ professore – in aspettativa – presso l’Università di Pretoria, in Sudafrica e ha maturato la sua esperienza politica nel Movimento 5 Stelle. Convinto sostenitore dell’economia sotenibile, Fioramonti aveva cercato di introdurre nel precedente governo l’imposta ambiental-educativa, grazie alla sua posizione al Miur. Un incarico che tuttavia aveva accettato controvoglia, anche se sembra averci preso gusto, nel tempo, tanto da chiedere a Conte la carica di Ministro per portare avanti le riforme avviate dal mandato di Bussetti. Del resto, sostiene, “nella scuola e nell’Università ci sono le fondamenta di un Paese”.

Le idee del nuovo Ministro sulla scuola

Tra le iniziative che aveva proposto, e che intende portare avanti, c’è un piano di assunzioni per i ricercatori universitari ma che – come spiega Repubblica – era stato bloccato sul nascere dalla Lega. Aveva poi affidato alla ex Iena Dino Giarrusso il coordinamento di un ufficio per rintracciare e debellare i concorsi truccati.

Una delle idee base portate avanti da Fioramonti sul fronte scuola è quella di abolire le classi sovraffollate e assorbire i docenti precari. Inoltre, è un deciso detrattore dell’autonomia differenziata, e sostiene che sistema scolastico e stipendi dei docenti debbano rimanere allineati a livello nazionale. Per mettere in atto tutte queste misure, ha stimato che servano due miliardi in più da destinare alla scuola.

Un cambio di marcia brusco rispetto al leghista Bussetti, alla guida del Miur prima di Fioramonti. Ora gli aspiranti docenti devono solo sperare che il cambio di rotta non significhi un annullamento dei bandi di concorso annunciati – ma ancora bloccati – da Bussetti prima dell’estate.

Redazione CiSiamo
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