Governo M5S-Pd, D’Alema: “Alleanza naturale”

Anche Massimo D'Alema si esprime sulla formazione del governo giallorosso, e la sua analisi vede in questa allenaza la via naturale del voto del 4 marzo

Massimo D'Alema
Massimo D'Alema

Dopo quella della piattaforma Rousseau, per il nuovo governo M5S-Pd arriva la benedizione di Massimo D’Alema. Il quale, in un’intervista al Corriere della Sera, ribadisce quanto già affermato agli albori dell’accordo. Ovvero sia: quella di avvicinamento tra il Movimento e il Partito democratico è “una strada che era naturale fin dall’inizio”.

Il parere di D’Alema sulla formazione del governo M5S-Pd

Secondo l’ex Presidente del Consiglio, infatti, il “ribaltone” di cui vengono accusati ora gli esponenti del Pd e del Movimento c’era stato invece all’epoca della formazione del governo pentaleghista. All’indomani del 4 marzo, il Pd si era chiamato fuori da una possibile alleanza con il Movimento, che aveva trovato una soluzione alternativa nella Lega. “Quell’alleanza gialloverde era stata un ripiego; il ribaltone politico di cui molti parlano oggi, in realtà, era avvenuto allora”, spiega.

Le colpe della sinistra

Del resto, a quella parte della sinistra che non è d’accordo ribatte: “Oltre il 50% degli operai e degli impiegati iscritti al sindacato votano per il M5S”. Il motivo, spiega D’Alema, è nel fatto che il M5S è riuscito a espirmere quelle esigenze di “giustizia sociale, di lotta alle diseguaglianze e ai privilegi”, che la gente non trovava più nella sinistra. E anzi, davanti all’incapacità della sinistra di “vedere il disagio sociale”, questa per D’Alema puiò essere l’occasione “di ritrovare la strada.

E infine, una parola di elogio per Giuseppe Conte, che secondo l’ex Ministro è più a suo agio alla guida di questo esecutivo rispetto a quello gialloverde. Del resto, rileva D’Alema, Conte ha “dimostrato di avere notevoli capacità”. Chissà che non riesca a trovare la strada della sintesi.