Ex candidata 5 stelle: “Rousseau non conta nulla, decide Grillo”

Marika Cassimatis, in merito al voto sull'accordo di Governo tra Pd e Movimento 5 stelle, ha riferito che la piattaforma Rousseau non conta nulla.

Marika Cassimatis, in merito al voto sull’accordo di Governo tra Pd e Movimento 5 stelle, ha riferito che la piattaforma Rousseau non conta nulla. “Alla fine – dichiara – decideranno comunque Grillo e Luigi Di Maio, è tutto in mano a loro”. La storia di Marika, assieme al suo risentimento, risale al 2017. Gli iscritti avevano fatto vincere lei, insegnate di lingue, come candidata a Sindaco di Genova. Tuttavia intervenne Beppe Grillo che dicendo “fidatevi di me”, sconfessò la decisione della Rete.

Piattaforma Rousseau non conta nulla

“Nel mio caso la votazione fu regolare, poi però Grillo intervenne per invalidarla. C’è stata anche una causa. Per quanto riguarda Rousseau, il Garante della privacy ha avanzato dubbi sulla trasparenza delle votazioni”, continua Cassimatis all’Adnkronos. L’Associazione Rousseau guidata da Davide Casaleggio intanto si è difesa: “L’area voto utilizzata negli ultimi 5 mesi e che verrà utilizzata per il voto sul progetto di governo non è stata oggetto di contestazioni da parte del Garante”.

Eppure l’ex candidata a Sindaco di Genova insiste: “Quello su Rousseau è un referendum a uso interno, non credo proprio che il Presidente Mattarella prenderà in considerazione l’idea di far passare un incarico di governo per la piattaforma online, sarebbe una violazione dei principi costituzionali”. Inoltre ci sarebbe anche il nodo statuto. Come osserva Cassimatis, “l’articolo 4 del nuovo statuto M5S dice che se il garante o il capo politico non gradiscono l’esito della votazione possono farla ripetere”.

“Voto valido solo se partecipa la maggioranza”

In tal caso, si legge nello statuto, la votazione “si intenderà confermata solo qualora abbia partecipato almeno la maggioranza assoluta degli iscritti ammessi al voto”. “Ma il numero esatto degli iscritti non si conosce”, obietta Cassimatis. “Con l’avvocato Lorenzo Borrè abbiamo intentato una serie di ricorsi, anche per capire quanti siano effettivamente gli iscritti. I 5 Stelle hanno il desideri di consultare la base ma è solo per dare un contentino a chi crede che questo Movimento si avvalga di una democrazia diretta che nei fatti non c’è”.

Purtroppo – conclude l’esponente pentastellata – è tutto molto in mano al capo politico. Non so quale valore possa avere la consultazione, perché alla fine decide Di Maio per statuto. Non ce lo inventiamo perché siamo complottisti o perché abbiamo il dente avvelenato. Il nuovo statuto blinda Di Maio e questo è innegabile”.