Maria Elena Boschi guida la protesta Pd: “Ultimatum Di Maio inaccettabili”

Luigi Di Maio sembra avere già mandato su tutte le furie i nuovi alleati. I suoi ultimatum sono stati giudicati "inaccettabili".

Luigi Di Maio sembra avere già mandato su tutte le furie i nuovi alleati. I suoi ultimatum sono stati giudicati “inaccettabili”. Sotto accusa le parole che il leader del Movimento 5 stelle ha detto dopo la consultazione con il Premier Giuseppe Conte. La prima a protestare è stata Maria Elena Boschi: “I dati Istat dicono che il Pil è diventato negativo con il governo gialloverde. Noi vogliamo evitare recessione e aumento Iva. Ma proprio per questo gli ultimatum e le minacce di Di Maio sono irricevibili”.

Ultimatum Di Maio inaccettabili”

Di Maio aveva dichiarato: “I nostri punti sono chiari: se entreranno nel programma di governo, allora si potrà partire. Altrimenti sarà meglio tornare al voto”, le parole del leader politico del M5S”. Minacce che non sono andate giù nemmeno a Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera. “I democratici sono impegnati a sostenere lealmente lo sforzo del presidente Conte. Questo sforzo da solo ha già fatto recuperare fiducia nell’Italia. Gli ultimatum di Di Maio al presidente incaricato sono davvero inaccettabili”.

Luigi Marattin afferma invece: “Mi piacerebbe sapere con che faccia chi ha portato l’Italia a crescita zero si permette di lanciare ultimatum e minacce a chi finora – e non senza costi – ha tenuto un comportamento leale e responsabile nell’interesse del Paese. Forse un bel bagno di realtà farebbe bene a tutti”.

Nicola Zingaretti: “Patti chiari, amicizia lunga. Stiamo lavorando con serietà per dare un nuovo Governo all’Italia, per una svolta europeista, sociale e verde. Ma basta con gli ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte”.

La replica del Movimento

Dal canto suo, il Movimento ha risposto in una nota: “Luigi Di Maio ancora una volta ha ribadito che per il MoVimento 5 Stelle i temi sono al centro di qualsiasi azione politica. Non comprendiamo lo stupore di alcuni. Per noi conta il programma, contano le soluzioni ai problemi degli italiani, non le poltrone. E ci auguriamo che sia così per tutti”.