Intervista “nel vento” all’“ex-nuovo” Presidente del Consiglio “Giuseppi” Conte, in crisi sulle consultazioni del finir d’agosto

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Gentile e cortese Presidente,

Ecco “settembre, andiamo, è tempo di migrare”…. adesso in terra italica si cambiano le t-shirt d’ estate e si ritirano fuori le giacche di due stagioni fa. La patata bollente è passata dal Presidente della Repubblica ad un Presidente incaricato “con riserva”: a Lei. Che ha accettato, dopo avere affermato con decisione solo cinque mesi fa “non ho prospettiva di lavorare per un altro governo, la mia esperienza di governo termina con questa”, e “maggioranze alternative? Fantasia” molto più recentemente. Oggi, invece:”ho avuto dei dubbi, ma li ho superati”. Le sembra dignitosa ed accettabile questa “capriola” istituzionale dal dichiarato “avvocato degli italiani”?

Pochi hanno capito ragioni e motivi del pronto recupero, se non legati al desiderio di mantenere le “cadreghe”: 5stelle e “rianimati” PD + LEU ++

Tutti gli uomini e le donne “trombati” e messi fuori gioco dall’ultimo voto popolare, che però una Costituzione – da rivedere, svecchiare e rendere agile – al momento salvifica per i perdenti, che rimette in campo con regolamenti arbitrali obbligati a dare punti di vantaggio a chi la partita ha perso, mantenendo una arrogante posizione sul prato nonostante urli e grida di dissenso dalle tribune affollate di spettatori paganti, ai quali il possesso del biglietto permetterà di rivalersi, ma soltanto alla prossima scadenza elettorale, per ora negata dall’intervento trasformista. Anche Suo, Avvocato Conte. Non Le sembra poco “elegante” (e Lei ci tiene) tutto ciò?

Fino al tentato verbicidio del Ministro del Viminale s’era comportato con stile ineccepibile, s’era “conquistato” il Suo ruolo, anche a Bruxelles

eletto da nessuno, cooptato “di complemento” dai vice come reggente e garante della solidità di un inedito “contratto” politico, Lei s’è ritagliato il suo ruolo, una autorevolezza personale e consenso di buona parte degli italiani, sfiancati da trenta quarant’anni di politica“sfatta”,“inciuciamenti” e sgarbi quotidiani, con urla e risse tra oppositori, vinti e vincitori in ribaltamento continuo di posto. S’è acquistato prestigio internazionale, amicizie in Europa e in USA, e un’ affidabile posizione nelle riunioni dei “grandi”, riportando l’Italia a testa alta nei colloqui dove s’andava dimessi e poco considerati. Ha chiuso in bellezza e onore presentandosi dimissionario dopo la mozione di sfiducia avanzata e ritirata. Ora si rimette in gioco, per l’ennesimo governo inciucione e inciuciato. Di novità dice Lei. Dopo il “cambiamento”dichiarato sempre da tutti negli ultimi quarant’anni ci dovremmo credere? E poi che significa questa “novità”, fa venire i brividi, a Lei no?

Ricorda le “battute” sprezzanti e offensive della sinistra? Gli stessi alleati proposti oggi. Lei ritiene che dal profondo disprezzo possa nascere amore?

Noi no. E non ci venga a parlare di spirito di servizio, di “per il bene del Paese”. Non ci crediamo. Lei dovrebbe tentare di dare la maggioranza parlamentare secondo quanto Costituzione prevede. Ce la potrebbe anche fare. Ma per fare cosa? Per durare quanto tempo? Quali vincoli vi porrete?

Quei vincoli, in se incompatibili, mediati e accettati in aperta malafede solo per dare un qualsiasi governo al paese, e più di tutto poltrone calde e posti in platea ai soliti e nuovi “noti, in breve tempo distruggerebbero quella finta coesistenza fatta di contrapposizioni aggiustate, di ricerca di unità impossibile, che in questo momento possono sembrare urgenti e risolutive,ma sono esiziali. Gli italiani, veramente stufi di inciuci, manovre di palazzo, cambi di giacca e distintivo, sfiduciati hanno votato l’ultima volta per “quelli del vaffanculo”, quelli con i quali Lei è salito sul podio. E oggi stanno, e stiamo, punto e daccapo, senza un programma, senza progetto, senza futuro.

Quale novità? L’Italia vuole ordine, legalità, pulizia, ripresa, cambiamento. Sarebbe Lei?

Redazione CiSiamo
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