PD. Andati come a un incontro con prostitute, respinti: Conte e il vice Di Maio hanno riconosciuto predatori e monete fuori corso

Accordo di Governo
Accordo di Governo

E hanno alzato un muro. 14 mesi di antibiotico “potere” hanno rinforzato i ruoli e le loro cariche: Presidente e vice siedono ai tavoli nazionali, o a Bruxelles e Biarritz, senza spocchia ma a testa alta, senza timori, e gestiscono il loro “cambiamento” di modi e di rotta in forme e maniere che la politica italiana non aveva da tempo, tra manovre oscure, abboccamenti a bocca storta, abbracci con dita dietro le spalle a far segni agli amici, rapporti corrotti vergognosi, megalomanie esibite.

Non siamo “grillini”. Non è facile capire come un capocomico in servizio possa “guidare” un tav politico, con un manager esterno

Ma tant’è. Nel paese di Machiavelli e Andreotti non ci si può stupire di nulla, siamo vaccinati, non contro, ma ad accettare tutto quello che accade dentro e fuori i Palazzi. Che ci piaccia o no, è un altro discorso. Abbiamo avuto Mazzini, e Garibaldi, De Gasperi vinto dignitoso, Craxi cacciatore di tangenti ricoperto di spiccioli, ma anche Altiero Spinelli sognatore di un’Europa unita e in pace e i “Padri” costituenti, cattolici e comunisti insieme, a scrivere il dettato legislativo fondamentale. Ma da questi saggi e sapienti uomini non abbiamo imparato niente.

Dovremmo pretendere di vivere in un paese moderno, “legale”, pulito, ordinato, decoroso e giusto. Ma ogni volta che gli italiani vanno a votare, poi è sempre casino

vincitori e vinti si affrontano come prima del voto, anzi peggio, e i contrasti fanno salire tensioni e risse parlamentari da gladiatori. Naturalmente “per questo paese”come lo si nomina da anni. l’Italia non è più, da molto,“Patria”, è soltanto la denominazione geografica di una penisola piena di cose belle, da turisti. Vacanzieri da spiaggia e ombrellone, o sciatori del weekend, passeggiatori e passeggiatrici in footing nei borghi antichi e sui sentieri dei parchi protetti. In nome degli sport d’acqua e di gambe anche i politici lasciano volentieri l’emiciclo e tornano in collegi e famiglia, lasciando dibattiti e programmi di fare ai momentanei vincitori che durante la settimana “corta” tenteranno di mettere in cattiva luce e far cadere in tentazione di cambio di maglia o di accordi di coesistenza innaturale, destinati a vita breve, fino al contrasto demolitore. Poi si ricomincia…

Come stavano cercando di fare ancora, due perdenti, ieri sera. L’ultimo “ tentar non nuoce”…

Redazione CiSiamo
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