Governo, l’idea di Fausto Bertinotti: «La sinistra rinasce soltanto con il voto»

Fausto Bertinotti ha rilasciato un'intervista a "Il Foglio" analizzando l'attuale momento vissuto dal Governo in Italia: vari gli argomenti discussi.

Fausto Bertinotti e l'idea sul futuro Governo
Fausto Bertinotti e l'idea sul futuro Governo (foto Wikipedia)

Fausto Bertinotti, ex segretario di Rifondazione Comunista, ha rilasciato un’intervista a “Il Foglio” parlando dell’attuale situazione di Governo. Con una nuova maggioranza, formata molto probabilmente da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, Bertinotti si è così espresso: «Ho pochissime capacità previsionali, ma l’ambito dal quale muovo il mio punto d’analisi è che la politica non potesse dare altra prova che la sua morte. La sinistra poteva determinare la sua rinascita, ma soltanto con il voto. Sono sconcertato: non faccio le elezioni perché perdo. Ma questo vi sembra un argomento valido?». Martedì 27 agosto, a partire dalle ore 16, partiranno nel frattempo le seconde consultazioni di Governo.

Governo 5 Stelle-Pd, l’idea di Bertinotti

Fausto Bertinotti, durante l’intervista, ha tracciato un bilancio di quanto si sta vedendo in Italia. La situazione è in divenire ma l’ex segretario del Prc storce il naso alla politica degli ultimi tempi. «L’azione politica in sé e per sé è stata destrutturata ed è entrata in un percorso di eutanasia – analizza Bertinotti -. Il conflitto tra destra e sinistra è stato sostituito da un altro: quello tra chi si candida a governare con queste regole, celebrato dai sacerdoti della governabilità o, per usare un’altra formula, della governamentalità, e chi ne sta fuori».

Salta il banco tra 5 Stelle e Lega, fallimento del governo tutto populista

Il fallimento politico del progetto Movimento 5 Stelle-Lega viene inquadrato da Bertinotti in un’ottica dell’analisi dei due partiti prettamente volti al populismo. «I due populismi, uno sedicente trasversale – e in parte lo è davvero – dei 5 Stelle e l’altro reazionario, quello della Lega, si sono messi insieme e hanno tratto legittimazione solo perché dicevano di fare il contrario dei governi precedenti. Programmi diversi, fisionomia diversa, personale politico diverso. L’unica cosa in comune – conclude Bertinotti – era l’intenzione di voler cambiare tutto. Tant’è vero che per mesi e mesi a ogni critica della loro politica disastrosa o comunque inefficace la risposta era dare la colpa a quelli di prima».