Pd apre a Conte, ma chiede “in cambio” due ministeri

L'accordo di Governo tra Pd e M5s, se ci sarà, passerà inevitabilmente dal nodo Conte. Il segretario Pd Nicola Zingaretti vorrebbe in cambio due ministeri.

Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti

L’accordo di Governo tra Pd e M5s, se ci sarà, passerà inevitabilmente dal nodo Conte. Il Movimento non vuole sentire ragioni e Zingaretti oggi ha mostrato di poter aprirsi a un compromesso. “Comincio a pensare che questo governo Di Maio non lo voglia più fare. Ma se ci fosse l’accoglimento delle proposte emerse dalla Direzione del Pd, l’approvazione della nostra road map sulle riforme più l’elenco dei ministeri che vi hanno detto, a queste condizioni il mio veto su Conte presidente del Consiglio non ci sarebbe più”.

Pd apre a Conte

Dal Nazareno Nicola Zingaretti dunque potrebbe aver pronunciato quelle parole in grado di sbloccare la situazione. L’apertura alla prima condizione posta dal Movimento, la riconferma di Giuseppe Conte alla guida del nuovo governo, appunto, adesso c’è. Conte, dunque, potrebbe continuare a guidare il Paese, cambiando solo “colore” all’interno della maggioranza che lo sostiene. Dal verde della Lega al rosso del Partito democratico. Per molti, poi, quel “comincio a pensare che questo governo non lo voglia più fare”, detto nei confronti di Di Maio, è solo un gioco nella trattativa che alla fine si dovrebbe fare. In pratica, un modo per tirare la corda senza però romperla.

Zingaretti però vorrebbe una contropartita, per usare un termine calcistico tanto voga in questo momento di calciomercato. Vorrebbe che al Pd andassero due ministeri economici. In ministeri in questione sarebbero quelli dell’Economia e della Giustizia. Il segretario vorrebbe piazzare così alcuni dei suoi fedelissimi, come Antonio Misiani, Paola de Micheli o Andrea Orlando.

Ma le richieste di Zingaretti non si fermerebbero qui. Vorrebbe anche che il Ministero dell’Interno, adesso nella mani di Matteo Salvini, rimanesse fuori dall’orbita dei 5 stelle. Qui il Pd vorrebbe proporre Franco Gabrielli o Emanuele Fiano. Il segretario Pd a questo punto sarebbe pronto a riconfermare Elisabetta Trenta (Difesa), Sergio Costa (Ambiente), e addirittura Giulia Grillo (Salute) e anche Di Maio. Quest’ultimo a tuttavia a patto che non abbia “ministeri di prima fascia”. Altrimenti “alla copia carbone del governo precedente”.