Luigi Di Maio: “Salvini dimostri che non pensa alle poltrone”

La crisi di governo, come prevedibile, ha già esasperato gli animi. Adesso ad entrare a gamba testa contro il suo ex alleato è Luigi Di Maio.

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

La crisi di governo, come prevedibile, ha già esasperato gli animi. Adesso ad entrare a gamba testa contro il suo ex alleato è Luigi Di Maio. “Prima sciogliere le Camere, votiamo il taglio dei parlamentari. Loro dicono che il problema non sono le poltrone? E’ arrivato il momento di dimostrarlo”. Queste le parole, riportate al ‘Tg1’ del leader del M5S, rivolgendosi a Matteo Salvini. La replica del numero uno del Carroccio non si è fata attendere. “Perché dovremmo aspettare dieci giorni? A meno che qualcuno non abbia bisogno di dieci giorni per raccattare qualche parlamentare, qualche Scilipoti. Eh no, prima si fa meglio è”.

Luigi Di Maio: “Salvini dimostri che non pensa alle poltrone”

Intanto il MoVimento, nel corso di una riunione alla quale hanno preso parte quasi tutti i membri di spicco del partito, concorda che al ritorno al voto sia prioritario approvare con l’ultimo voto la riforma per il taglio di 345 parlamentari.

“Andiamo al voto tagliando 345 poltrone. Completiamo l’opera. Tagliamo il prima possibile quelle poltrone, anche prima delle discussioni in Parlamento sulle mozioni di sfiducia a Conte. Ci manca un voto e taglieremo 345 stipendi, 345 poltrone e gli italiani avranno un Paese che spreca di meno e investe di più, visto che si risparmieranno 500 milioni di euro da investire in strade, scuole e abbassamento delle tasse”.

“Da un anno guardavano i sondaggi”

Luigi Di Maio lancia poi un’altra accusa a Matteo Salvini e alla Lega. “Gli italiani stanno affrontando una crisi di governo assurda voluta dalla Lega. Evidentemente in questo anno la Lega ha passato il tempo a controllare i numeri dei sondaggi. Hanno fatto cadere il primo governo vicino al popolo dopo decenni di sanguisughe, portandoci a votare in autunno”. “Questo governo – rivendica Di Maio – ha fatto un mare di cose e non lo dico con arroganza, ma semplicemente considerando i dati. È stato retto per due terzi dal MoVimento 5 Stelle. E’ guidato da un Presidente del Consiglio che non meritava il trattamento che gli hanno riservato”. “Anche l’inganno prima o poi si paga. Basta vedere che fine ha fatto quello dello ‘stai sereno'”, aggiunge.