Autonomie, forse si sblocca tutto, Conte: “Governatori non avranno tutto”

Si è concluso il vertice, tenutosi a Palazzo Chigi, sulle autonomie. Ci sarebbero stati dei passi avanti ma la trattativa durerà ancora.

Autonomie, Conte:
Autonomie, Conte: "Governatori non avranno tutto"

Si è concluso il vertice, tenutosi a Palazzo Chigi, sulle autonomie. Ci sarebbero stati dei passi avanti ma la trattativa durerà ancora. Un nuovo vertice si terrà lunedì 22 luglio per risolvere anche il problema delle sovrintendenze e del riparto dei fondi. Fonti vicine al Movimento 5 stelle intanto spiegano che è saltata dal testo Stefani l’assunzione diretta dei docenti. Questa era una delle parti che aveva fatto discutere di più la Lega e il Movimento 5 Stelle.

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Il premier Giuseppe Conte, dopo difficili giornate con scontri tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, ha commentato felice i passi avanti sull’accordo. Sono “lieto di annunciare che nel vertice di oggi sono stati compiuti significativi passi avanti – ha iniziato Conte -. “Ieri tutto il pomeriggio l’ho dedicato a lavorare” al testo. Mentre oggi abbiamo compiuto passi avanti, siamo in dirittura finale, settimana prossima ci sarà un altro incontro e confido si stia aprendo la finestra per portarlo in Cdm. Ho preso un impegno, sancito dal contratto di governo, e quando prendo un impegno io lo porto a termine. Adesso ragionevolmente ci avviciniamo”. Poi Conte ha spiegato che “il disegno di autonomia differenziata si sta realizzando con le garanzie di realizzare un progetto costituzionale per la prima volta, ma senza che questo possa recare danno alle altre Regioni. Non vogliamo una Italia frammentata nelle chance, nelle opportunità”.

Per quanto riguarda i governatori delle Regioni, il Premier puntualizza: Non avranno tutto quello che hanno chiesto, ma ci sta. È un negoziato tra Stato e Regioni. E negoziato significa reciproche concessioni”. Rispetto alle richieste avanzate dalle Regioni, ha aggiunto, “ne abbiamo accolto alcune e non altre. Uno snodo molto critico è quello sull’istruzione”. E ancora: “Il modello della scuola è fondamentale, non può essere frammentato” perché su questo modello “si radica la formazione dei bambini, la nostra identità. Non possiamo pensare che l’autonomia significhi frammentare questo modello”. Ora credo che “sia stato trovato un punto di equilibrio”.

Apparentemente soddisfatto il sottosegretario alla Scuola Salvatore Giuliano. “Abbiamo garantito – inizia -, e non era per niente facile, l’unitarietà del mondo dell’istruzione, resterà unitario, assolutamente. L’articolo 12 è stato soppresso. Una vittoria dei 5 Stelle ma, da uomo di scuola, posso dire vittoria della scuola italiana. Non ci saranno concorsi regionali. Sono state riconosciute prerogative che erano già ad appannaggio delle Regioni. Resta il vincolo di permanenza, per le nuove assunzioni, di 5 anni e che era già scritto nella legge di bilancio”.