Violenza domestica, il “Codice Rosso” diventa legge: arriva l’approvazione

Il Senato ha approvato il "Codice Rosso" che, di fatto, diventa a tutti gli effetti legge. Diverse novità nel campo delle pene per la violenza domestica e anche di genere.

Approva il “Codice Rosso” che rientra nel ddl per tutelare chi è stato vittima di violenza domestica e di genere. Il provvedimento è stato approvato con 197 voti a favore, 47 astensioni e nessun voto contrario. Lega, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno votato a favore: stessa cosa dicasi il Gruppo delle Autonomie. Partito Democratico , insieme a Liberi e Uguali, si sono astenuti. Il testo diventa legge dopo l’approvazione ottenuta al Senato.

Codice Rosso è legge, l’annuncio di Conte

Ad annunciare il provvedimento è stato lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Uno strumento pensato per aiutare le tante donne che quotidianamente sono minacciate, perseguitate, stalkerizzate, sottoposte a violenze fisiche o psicologiche da ex compagni o mariti, talvolta semplicemente da conoscenti. I dati – dichiara Conte – parlano di una vittima ogni 72 ore. Ci restituiscono l’immagine di un Paese nel quale, evidentemente, il problema della violenza contro le donne è prima di tutto culturale. Ed è lì che bisogna intervenire, a fondo e con convinzione, per cambiare davvero le cose. Non è la soluzione definitiva, e ne siamo consapevoli. Ma è un primo importante passo – conclude – che mi rende orgoglioso, nella direzione della rivoluzione culturale di cui il nostro Paese ha fortemente bisogno».

Cosa prevede la legge denominata “Codice Rosso”

In primis si parla di procedimenti penali molto più celeri per combattere la violenza di genere. Dare vita alla velocizzazione di un “fattore tempo” che, in questi casi, risulta essere fondamentale per evitare il peggioramento della situazione ed eventuali tragiche fatalità. I femminicidi in Italia sono un elemento sul quale si è posta l’attenzione per evitare che vi sia maggiore tutela delle donne sottoposte a episodi di violenza domestica.

Il disegno di legge prevede 21 articoli che evidenzia una serie di reati. Il provvedimento incide sul codice penale per inasprire le pene per alcuni dei citati delitti oltre che per rimodulare aggravanti e introdurre nuove tipologie di reato. Le indagini dovrebbero diventare veloci così come i procedimenti giudiziari. Previsti nella legge di bilancio maggiori fondi per gli orfani di femminicidio.

Il matrimonio forzato, le pene

Le norme riguardano anche il divieto di avvicinamento presso la casa familiare oltre al non frequentare la persona offesa. La pena per la violazione prevede da sei mesi a tre anni di reclusione. Pene aggravate per matrimoni forzati per minorenni e pene severe da due a sette anni di carcere se l’evento riguarda un giovane sotto i 14 anni. Il matrimonio forzato per maggiorenni, invece, parte da uno e arriva a cinque anni di carcere. Il provvedimento riguarda «chi con violenza o minaccia costringe una persona a contrarre vincolo di natura personale. Oppure quando si vuol forzare un’unione civile approfittando delle condizioni di vulnerabilità o di inferiorità psichica o di necessità di una persona».

Violenza sessuale e lesioni gravissime

Pene per chi maltratta e dà vita ad atti persecutori oltre che, nell’ottica del Revenge Porn, diffonde immagini in Rete. La violenza sessuale sarà punita con una pena massima fissata a 24 anni. L’omicidio aggravato prevederà, secondo l’articolo 11 del Codice Penale, l’ergastolo. La pena per chi provoca lesioni gravissime, come deformazione o sfregio permanente del viso, sarà da otto a quattordici anni di carcere.